pubblicato il 04/11/18


Aruna Ladva

Il sentimento della gelosia non arriva in una sola forma e dimensione, ma in una miriade di forme, colori e consistenze. Non si manifesta solo come sentimento, ma, a seconda del carattere e dei livelli di autostima, esso si mostrerà sotto varie forme: rabbia, risentimento, vuoto, frustrazione, disgusto e altro.

La parola greca ‘zelos’ deriva da una radice che vuol dire ‘bollire, fermentare, lievitare’. Da queste derivano le parole ‘zelo’ e ‘gelosia’ ed esse descrivono in maniera forte l’intensa natura della gelosia.
E’ quasi come se, quando la gelosia infuria dentro di noi, ci sentissimo incaricati di provare che l’altro ha torto, oppure di affermare che noi siamo i più santi, i più potenti e i più belli di tutti!

La gelosia origina in gran parte dalla paura, la quale a sua volta ha origine dalla mancanza di auto rispetto e dalla mancanza di senso del valore e dell’apprezzamento della propria vita.

È quando non ci sentiamo completi e realizzati dentro di noi che cominciamo a confrontarci con gli altri. Sviluppiamo una sorta di passione o di zelo ad affermare il nostro punto di vista o a metterci a competere. Se fossimo interiormente soddisfatti e appagati, saremmo sicuri dei sentimenti del sé eterno. Ma, alla gelosia questo non piace.

La gelosia indica che c’è una profonda frattura con il nostro sé innato. Quando cominciamo a valutarci sulla base delle cose e delle persone che ci circondano, ci sentiamo inadeguati e comincia a farsi strada un senso di mancanza, vuoto, di sindrome di ‘non abbastanza buono’.
Sembra che gli altri abbiano quello che noi non abbiamo, il che crea dentro di noi un senso di sconforto ed insicurezza.
Nel tentativo di mascherare quelle che ci appaiono come nostre inadeguatezze e di mostrarci migliori agli occhi degli altri, mettiamo in atto trucchi e giochetti. Purtroppo, i futili tentativi da parte dell’ego per dimostrare di essere migliore degli altri ci lasciano con un buco ancora più grande da riempire.

Da un punto di vista diverso, c’è chi dice che la gelosia può essere positiva perché dimostra interesse verso una persona. Io, però, non sono d’accordo. Qualsiasi cosa che faccia sentire privi di qualcosa e depressi, non può essere una emozione positiva.

Non lasciamoci prendere in giro dal pensiero che si tratti di un’emozione positiva e che va bene alimentarla. Renderà solamente deboli noi e le nostre relazioni.

A volte, consciamente o inconsciamente, abbiamo scaricato la nostra gelosia sugli altri; altre volte sono stati gli altri a scaricarla su di noi. È inutile dire che la gelosia non è una cosa positiva, non è affatto liberante e può essere più distruttiva che creativa. Ci fa produrre una gran quantità di pensieri negativi riguardo alla vita in generale e agli altri. È una spirale senza fine che ci rende inquieti e ansiosi. Può essere distruttiva e dannosa per le nostre relazioni.

Non c’è una fine alla gelosia – ma possiamo neutralizzarla quando cominciamo a sviluppare un sincero apprezzamento per noi stessi.

Man mano che aumenta il nostro senso di vera autostima, poi, il meccanismo della gelosia diventa inutile.
I gelosi guardano sempre il loro bicchiere mezzo vuoto senza alcun apprezzamento per ciò che hanno realmente, sia internamente sotto forma di qualità divine o esternamente sotto forma di abilità.

Comunque, attraverso la meditazione e la riflessione profonda, sono in grado di affermare la mia unicità ed identità originale in quanto essere vero e puro. Una volta assestata su questa convinzione, e dopo aver conosciuto me stessa, non c’è assolutamente alcuna ragione di essere gelosa.

Fino ad allora dovrò continuamente confrontarmi con il mostro dagli occhi verdi Shakespeariano: l’invidia.
Possiamo arrivare quasi alla paranoia con i sentimenti di gelosia che finiscono per creare quello che non c’è. È a questo scopo che la vera meditazione ci torna utile. Perché quando gestisco i miei pensieri, produco pensieri elevati e creo pensieri positivi e forti, sono in grado di mettere al riparo me stessa dalla trappola della gelosia.

Al fine di coltivare buone relazioni, ci vuole un sano senso di distacco. Conoscere la differenza tra amore e attaccamento metterà più in evidenza la nostra esperienza di amicizia ed amore autentici, e indebolirà la probabilità che il mostro dagli occhi verdi sollevi la testa.

L’attaccamento causa possessività, paura e gelosia che finiranno per distruggere proprio la cosa che si sta cercando. Invece il senso di sicurezza interiore, si rifletterà positivamente sulla relazione permettendole di fiorire.

Alcuni antidoti alla gelosia sono la fiducia, la calma, la confidenza, la gentilezza, la compassione, la valorizzazione di se stessi e dell’altro. Siamo tutti unici e tutti abbiamo qualcosa di speciale da offrire al mondo.

È Ora… di imparare a spostare la nostra attenzione da ciò che ci manca e di apprezzare e coltivare la nostra natura migliore e più elevata, cominciando a vedere gli altri alla stessa luce. Permetteremo, così, alla pace, alla gioia e alla soddisfazione di entrare nella nostra vita sconfiggendo per sempre il mostro verde.

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Commenti

Icona utente Silvia il 05/11/18
Grazie Gloria per il tuo commento, hai ragione!
Icona utente Gloria il 05/11/18
Comprendo quanto scritto nell'articolo. Ma ci sono persone poco rispettose delle relazioni e dei sentimenti altrui e si inseriscono all' interno di una coppia, senza averne diritto. E allora si dovrebbe poter contare sull'amore e lealtà del proprio compagno o compagna. Grazie a tutti. Gloria

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