pubblicato il 27/04/19


Antonella Ferrari

Come riconoscere e cambiare questo stato d’animo che ci toglie serenità ed entusiasmo? Talvolta è difficile da identificare.
Innanzitutto il senso di colpa è un’emozione negativa e un’attitudine basata sulla reazione che mi fa percepire la realtà in modo distorto e genera malessere. Un malessere che continua anche quando non è più necessario. Il senso di colpa è l’espressione di qualcosa di molto più profondo, affonda le sue radici nell’ego, nella paura, porta con sé insicurezza e riduce la mia autostima al minimo. Una parte di me ha bisogno di essere curata o accudita – questo è ciò che il senso di colpa mi indica.

Ci sono due tipi di sensi di colpa:
- un tipo che mi fa sentire inutile e appesantita dagli sbagli compiuti e anche da quelli di altri di cui mi faccio erroneamente carico. Questo atteggiamento mentale è deleterio e drena via molta energia vitale.
- Il secondo tipo è semplicemente la voce della coscienza che mi parla e mi indica che dovrei rettificare un errore e pertanto è come un campanello che indica che la mia coscienza è sveglia. In questo secondo caso, congratulazioni per sentirti in colpa!

È utile applicare la regola dei 5 secondi. Cinque secondi sono sufficienti per realizzare che devo rettificare e cambiare qualcosa nel mio comportamento e rimediare in qualche modo se l’errore coinvolge altri. Un esempio: -Vai ad una festa, e qualcuno che conosci bene ti saluta ma poichè ti ha fatto uno sgarro nel passato, lo ignori. Poi ti senti in colpa realizzando l’arroganza di un tale tuo atteggiamento!
Ecco, la pratica dei 5 secondi è applicabile. Serve per pentirsi del proprio modo di fare, e subito passare a chiedersi: che qualità avrei dovuto esprimere? Perdono? Tolleranza? Compassione? Distacco? Benevolenza?
L’idea è di spendere più tempo nella soluzione creativa e rieducativa del sé piuttosto che nel senso di colpa. Il pensiero è: - “ok ho realizzato…” - per poi andare oltre. Richiede di avere una buona relazione con se stessi. Sarà anche un modo per darsi una seconda opportunità. Ho già fatto un errore e non voglio dare alla mente lo spazio di perdere potere perché ho bisogno di quel potere per cambiare! Questa sembra una motivazione sufficiente!!

I seguenti sono 6 passi per gestire il senso di colpa

1. Ricorda quando ti sei sentito/a in colpa l’ultima volta
2. Poiché dietro al senso di colpa c’è qualcosa di più profondo che stuzzica quell’emozione, come ad esempio l’insicurezza, la paura ecc., la domanda è: cosa lo ha motivato per te? Qual è stato il suo seme? Scrivo per qualche minuto con la mano sinistra (se sono mancino con la mano destra) e mi faccio la domanda: qual è la vera causa?
3. Pensando a quella situazione, che virtù o qualità/valore, avrebbe fatto la differenza?
4. Visualizzo quella scena mentre esprimo quella qualità. La sua pratica con la mente e con il cuore mi prepara alla prossima volta….
5. Ora condividi questa energia, quello che stai sentendo di positivo con quella persona o con il contesto come ad inviare loro una vibrazione migliore.
6. Lavora sulla qualità prescelta per un mese e diventare più familiare con essa.

Quando l’errore compiuto è molto grande e genera vergogna, oltre che di senso di colpa, allora 5 secondi sono pochi! Serve un percorso diverso di riabilitazione della propria coscienza che passa per modalità più impegnative a seconda della sua consistenza.

FERMATI PRIMA DI RIPETERE LO STESSO ERRORE!
Un’altra regola interessante è quella dei 15 minuti da applicare quando sto per ripetere lo stesso errore di nuovo, e vorrei fermarmi in tempo! L’intento è interporre questo frangente di tempo facendo una corsa, una doccia, o altro di fisico che mi distragga per interrompere un brutta abitudine come quella di mangiare in modo compulsivo, di bere o altre dipendenze.

Alcuni effetti del senso di colpa

1. Pensare In modo sprecato
“Non mi ha sorriso… non mi ha neppure degnato di uno sguardo… gli avrò fatto qualcosa? Ce l’ha con me?” Così lavoriamo di fantasia, usando energia mentale a perdere, per poi scoprire che l’altro era nei suoi pensieri… e io non c’entravo niente!

2. La tiritera: “AVREI DOVUTO!! NON AVREI DOVUTO!!”
Non avrei dovuto farlo! Avrei dovuto pensarci prima! Avrei dovuto verificarlo in tempo!
Si forse è proprio così. L’attenzione è importante e mi insegna per la prossima volta. Per adesso applica la regola dei cinque secondi e pensa alla qualità che oggi puoi ampliare per non cadere nello stesso errore. Usa il senso di colpa per cambiare. Posso cambiare il presente e non il passato.

3. Paralizza la mia creatività.
Mi accontento e mi areno. Mi fermo a ciò che sono senza l’anelito del cambiamento perché il senso di colpa è un’energia discendente che non mi lascia spazio mentale per pensare in grande. Anzi mi fa pensare di essere piccolo e li rimango!
4. Divento Disonesta.
In modo meno ovvio, la disonestà è nel manipolare gli altri e farli sentire in colpa: «non ti preoccupare di me… sono abituata a fare tutto da sola! Nessuno coopera mai!
« Vai pure… vai .. Vai! Se mi sento male tanto c’è tua sorella, povera, è cosi occupata e stanca!
«Per colpa tua sono molto infelice e molto delusa!»

5. Mancanza di Responsabilità
Una persona che si sente in colpa è così afflitta che sperimenta un doppio effetto: biasima se stessa e biasima gli altri per così alleviare il suo peso di coscienza. Ma il senso di senso di colpa e la responsabilità usano lo stesso spazio interiore: quando uno cresce l’altro diminuisce e viceversa. Chi è consapevole non penserà in termini di «colpa» perché quella diventa un blocco interiore.
6. Credenze sbagliate
Una convinzione tipica: “Pensa agli altri prima che a te stesso!” Ma persino in aereo ti dicono di pensare a te prima che agli altri! Non per egoismo ma per buon senso e perché solo quando stai bene puoi dare benessere a chi hai intorno.

La differenza tra Pentimento e Senso di colpa

Nel pentimento mi prendo la responsabilità dei miei errori e procedo verso un cambiamento, mentre nel senso di colpa rimango paralizzata o bloccata con gli errori: non dovevo… non avrei dovuto! Cosa penseranno gli altri di me?
Il pentimento trasforma mentre il Senso di colpa paralizza.
Il Pentimento offre il cuore in una comunicazione aperta chiedendo perdono, mentre il senso di colpa fa chiudere e evita la comunicazione.
Se rimango nella prima tipologia del senso di colpa, mi ripiego su me stessa, e non mi pento realmente dell’azione. Se ho offeso il mio collega, ma non si pento dell’azione compiuta con molta probabilità ripeterò lo stesso atteggiamento di nuovo pensando di avere ragione e che offendere qualcuno era ciò che si meritava. Quindi un pizzico (non troppo piccolo..) di umiltà facilita il transito dal senso di colpa al sano pentimento per diventare motivo di crescita. L’ego è il più grande sponsor del senso di colpa. Nonostante ciò, il pentimento non è un sanskara (impronta caratteriale) che vogliamo coltivare perché ci identifica come “coloro che battagliano dentro”. Lo stato più alto è quello di esprimere bontà e quindi non avere niente di cui pentirsi.
Possibile?
Un saggio chiamato BapDada disse: “Poiché continuate a pentirvi, voi create il sanskara di pentimento. Poi dite: “È la mia natura” o “è la mia abitudine”. Ma il sanskara originale dell’anima è quello della vittoria. Ora ricordate la pienezza interiore dove l’anima racchiude tutte le risorse necessarie per essere felice.”

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