pubblicato il 04/11/18



Silvia Bargellini

È dimostrato che le relazioni armoniose favoriscono il benessere mentale, emotivo e fisico.
Quando inizia una nuova relazione la cura, la compassione e il rispetto fluiscono senza sforzo.
Le nuove relazioni sembrano perfette ed è facile immaginare che rimarranno così per sempre. Tuttavia, dopo un po' di tempo, la novità svanisce e le cose cambiano, perché non vediamo solo i doni della relazione, ma anche le sfide e diventa difficile sostenere lo stesso livello di amore e rispetto per l'altra persona.

Ecco 3 di punti di riflessione per migliorare la nostra capacità di relazionarci con gli altri.

1 - IL CONFLITTO NASCE NELLA MENTE
Siamo abituati a credere che il conflitto relazionale nasca a causa del comportamento dell’altro o abbia inizio a causa di una situazione esterna, invece il conflitto nelle relazioni ha inizio nella nostra mente perché sono i nostri pensieri che in ogni momento possono creare una realtà conflittuale o risolutiva.
Ogni giorno le nostre relazioni sono messe a dura prova da eventi di ogni tipo, alcune diventano conflittuali altre più forti.

Ecco una storia per riflettere:
Si racconta che una volta, un uomo ad un incontro personale con Buddha e gli sputò in faccia.
I suoi discepoli ebbero una reazione di rabbia. Ananda, il discepolo più vicino, chiese a Buddha: “Dammi il permesso di dare a quest’uomo ciò che merita!” Buddha con calma rispose ad Ananda: “No. Io parlerò con lui.”
Buddha unì i palmi delle mani in segno di reverenza e disse all’uomo: “Grazie. Con il tuo gesto mi hai permesso di vedere che la rabbia mi ha abbandonato. Ti sono estremamente grato. Il tuo gesto ha anche dimostrato che Ananda e gli altri discepoli sono ancora posseduti dalla rabbia.
Grazie! Ti siamo molto grati!” Ovviamente, l’uomo non credette a ciò che udì, si sentì commosso e pentito per il suo comportamento”

In questa storia Buddha ha ignorato un comportamento dannoso, non ha permesso che un gesto sebbene molto irriverente come uno sputo in faccia gli facesse creare pensieri negativi e compromettesse la sua felicità, anzi ne ha tratto giovamento capendo quello che stava accadendo in lui (la pace) e cosa invece accadeva intorno a lui (l’astio).

Il conflitto inizia nei nostri pensieri: di fronte ad un gesto sgradevole il Buddha ha creato pensieri che lo hanno portato alla gratitudine, Ananda invece ha creato pensieri che gli hanno fatto sperimentare uno stato di rabbia.
Lo stesso accade nella nostra mente nella realtà quotidiana, se desideriamo migliorare la qualità delle nostre relazioni è prima opportuno migliorare la qualità dei nostri pensieri.

2 - ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ DI COLTIVARE RELAZIONI ARMONIOSE

Anche se l'altra persona ci ha danneggiato, tradito, sminuito, mancato di rispetto o ignorato ... quella era la loro parte, la loro scelta.
La nostra risposta di rabbia, dolore e risentimento invece è la nostra scelta e creazione.
Quando subiamo un tradimento, una squalifica, una mancanza di rispetto, non possiamo farci niente, non è stata una nostra scelta, ma per quel che riguarda la nostra responsabilità nella relazione ecco 3 domande utili:
1) Desideri veramente risolvere la situazione oppure no? Sei interessato salvare la relazione dalla conflittualità?

2) Qual è la tua responsabilità nel problema? Quando una persona ci ferisce a volte lo fa in un momento di rabbia, debolezza o confusione, è nostra responsabilità quella accogliere la provocazione, è una nostra scelta il fatto di pensare e ripensare più volte all’accaduto per poi creare una montagna da un sassolino, che in pratica significa che una persona ci ha ferito 1 volta ma noi ripensando all’accaduto ci feriamo 10, 100 volte al giorno e quindi chi crea veramente sofferenza all’interno della nostra mente?
Gli altri possono provocarci e lo fanno ma sta a noi accettare o rifiutare l’insulto.

3) A questo punto non resta che chiederti se sei in grado di fare qualcosa per facilitare la relazione.
Quando smettiamo di incolpare l'altra persona e guardiamo al nostro ruolo nella creazione del conflitto, allora può avere inizio la guarigione della relazione.

3 - COSA VOGLIAMO VERAMENTE NELLE RELAZIONI CONFLITTUALI?

Vi racconto una breve storia vera per riflettere sui bisogni che colorano le relazioni.
Un giorno una persona in India stava meditando e allo stesso tempo sua moglie stava telefonando a sua sorella. L'uomo invece di rilassarsi e fare esperienza di quiete stava diventando sempre più irritato ed era fortemente disturbato dalla voce della moglie.
Allo stesso tempo, un venditore di ortaggi promuoveva in strada le sue verdure e la sua voce alta si udiva chiaramente nella stanza dove l’uomo meditava.
Più passavano i minuti e più l'uomo si irritava per la telefonata di sua moglie, ma non era assolutamente disturbato dalla voce alta del venditore di verdure nella sua strada!

Che cosa ci aspettiamo dagli altri? Attenzioni, apprezzamento, accettazione, amore…..
L’uomo si aspettava che la moglie avesse premura e attenzioni durante la sua ora di meditazione e l’aspettativa delusa lo irritava, non era il suono della voce a disturbare, ma l’attenzione mancata.

Le aspettative deluse dei bisogni che riversiamo sugli altri sono ciò che disturba maggiormente le relazioni e che le rende conflittuali e l’unica via d’uscita è disintossicarsi dai bisogni, un percorso lungo e impegnativo.

C’è però qualcosa che possiamo iniziare fin da subito per liberarci dai nostri bisogni verso gli altri: il segreto della liberta, secondo la legge del karma, consiste nel donare agli altri ciò che più desideriamo da loro.
Dare ciò che vogliamo ci libera dal bisogno di ricevere perché l’energia del cuore fluisce nella giusta direzione: quando siamo mendicanti di un qualche bisogno dagli altri l’energia del cuore è bloccata, aspetta di ricevere ma quando doniamo l’energia del cuore fluisce nel verso giusto, cioè verso l’esterno verso l’altro. Vale a dire dare coscientemente apprezzamento e accettazione agli altri, in modo assolutamente privo del desiderio di volere qualcosa in cambio, fa si che il movimento dell’energia del nostro cuore vada in una direzione che è l’opposto del desiderio dello stato di bisogno.

Dare amore ci porta a liberarci dal bisogno di amore, otteniamo qualcosa in cambio, c’è una ricompensa, ma non viene dagli altri, è interiore.
Ci liberiamo dal desiderio, da stati di bisogno, e di conseguenza le nostre dipendenze emotive cominciano a scomparire e nasce una nuova consapevolezza di sicurezza interiore rassicurante.

Un Esperimento
Visualizza nella tua mente qualcuno con il quale al momento hai una relazione difficile.
Non rappresentare nella tua mente la storia della relazione, ma consciamente invia calma e affettuosi buoni auguri per mezzo della mente.

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