pubblicato il 29/08/18


Antonella Ferrari

Proteggersi è una dinamica umana che tutti noi sperimentiamo come una necessità profonda.
Ci sono molte cose dalle quali abbiamo bisogno di proteggersi:
1. dall’ambiente/atmosfera,
2. dagli altri
3. da noi stessi
4. dall’influenza del cibo.

Infatti ingeriamo alimenti che influenzano la mente e raramente ne siamo consapevoli. Essi costituiscono una influenza sia per la qualità dell’alimento stesso che per l’energia immessa quando il cibo viene cucinato. Questo è solo un breve accenno, ma costituirà un articolo a sé stante in un prossimo futuro.

Iniziamo invece dall’influenza dell’atmosfera. A volte entriamo in un luogo in cui l’atmosfera ci rilassa come, per esempio, in un centro di meditazione. Un commento frequente di chi viene al centro è quello di essere entrati in un altro mondo, per la sensazione di pace e di silenzio che vengono percepite.

La nostra coscienza crea l’atmosfera. Se ci sono molte persone che pensano male e anche solo uno che si impegna per ricreare armonia, sembra un’impresa ardua ma possibile. È bene non sottovalutarsi. Ad esempio in famiglia o in ufficio dove potrebbe venirsi a creare una situazione di conflitto, sentirsi soli contro tutti può scoraggiare al punto di cambiare lavoro o compagno! Mollare è una scelta, ma in realtà abbiamo il potenziale di cambiare l’atmosfera, se vogliamo. Entro nella convinzione che io devo semplicemente fare la mia parte.

Anni fa stavo guidando la meditazione a Londra, nel grande auditorium la cui entrata è un po’ nell’ombra, sotto la galleria. Ho percepito chiaramente che era entrato qualcuno che faceva la differenza nell’atmosfera, è difficile da descrivere. Quell’energia, quasi tangibile, era Dadi Janki, la nostra responsabile mondiale, una yogi da oltre 80 anni (ha compiuto 103 anni). Anche noi potremmo farlo, credendoci a sufficienza per praticare positività nella mente, concentrazione e fiducia in se stessi. È grande il potere di una mente concentrata e pulita.

Oggi l’aria è intrisa di negatività ma ho la scelta di immettere qualcos’altro. Ovvio che sia più facile andare con l’onda piuttosto che controcorrente, ma solo quando diventerà un’abitudine mi permetterà di essere a prova di influenze esterne sempre di più e senza troppo sforzo. Rendo la positività e la fiducia abitudini mentali e pertanto il mio carattere.

La pratica è quella dell’effetto tartaruga: sto fuori quando serve e mi ritiro quando serve. Anche noi possiamo entrare nella modalità “tartaruga” vivendo l’equilibrio tra dentro e fuori. Il corpo si rigenera quando dorme, ma come rigeneriamo la mente?
Cosi, entrare dentro di sé e rallentare i pensieri rigenera e mette la mente in OFF per un pò. Rende fattibile passare dall’azione al silenzio, dall’esterno all’intero. Ogni giorno posso prendermi qualche momento (non servono ore!) un minuto qua e là, e indubbiamente farà la differenza.

L’influenza dagli altri – è intenso il tentativo di proteggerci dalle maldicenze, cattivi sentimenti e da chi mette zizzania. Suppongo che tutti ne abbiano esperienza!

Ma come ci proteggiamo?
Il denominatore comune di tutte queste espressioni negative è l’ego. L’ego è l’errata percezione del sé.

L’ego diventa resistenza, rabbia, reazione, rifiuto e regresso. Cinque grandi “R”: Resistenza, Rabbia, Reazione, Rifiuto, Regresso. Dopodiché il conflitto.
La dinamica dell’accusa, del biasimo sono vissute molto male per il poco rispetto e la poca comprensione che esprimono. Essere capiti è la necessità di ogni essere umano e offrire comprensione è una sana umanità.
Una risposta importante all’accusa è non cadere nell’impulso a giudicare. L’ego accusa e condanna, la sua risposta è il giudizio come contrattacco. Se vogliamo rompere con questa catena, occorre frenare l’impulso a giudicare per non dare potere alla negatività dell’altro. Altrimenti pur non volendo essere colpita dalla negatività dell’altro, dandogli potere ne divento compartecipe. Rompere la catena richiede forza e determinazione, e so che questo mi rafforza dentro e interrompe un circolo vizioso. Non ho bisogno di provare niente a nessuno, la verità si auto prova. Le circostanze mi difenderanno e cospireranno per rimettermi nella luce giusta.

C’è chi si lamenta spesso, o sempre! Come ci si protegge dal “lamentoso”? Sappiamo che il lamentoso ci drena via molta energia, esaurendo persino le scorte! Essendo una tipologia caratteriale molto attiva a parole ma fa ben poco per realmente affrontare il problema, allora è utile invitarla ad agire chiedendo: ma tu cosa faresti? L’invito all’azione è una modalità.
Un secondo possibile approccio implica comunicare loro: - io questo mese praticherò l’ecologia della mente, voglio essere economa con la mente e quindi non ascolterò cose ripetute più volte. Sono sicura che mi aiuterai in questo…
Pur richiedendo coraggio, determinazione, tolleranza e auto rispetto, questo approccio rende meno vittime della situazione.

La protezione più grande è nelle nostre qualità. Una volta il fondatore della Brahma Kumaris, Brahma Baba, era nel cortile della sede centrale della Brahma Kumaris in India, a Madhuban nel Rajastan dove ha vissuto i suoi ultimi anni di vita. Chiunque promuova una cambiamento molto importante e positivo ha dei nemici, cosi anche lui ne aveva e quel giorno si presentarono al cancello…. Chi era nel cortile disse a Brahma Baba di ritirarsi nella sua stanza ma lui non lo fece, anzi chiese che gli fosse portata una scatola di biscotti.
Con i biscotti (toli) in mano cominciò a distribuirli a tutti i presenti nel cortile, distraendoli dai due brutti ceffi fuori dal cancello che, dopo poco, andarono via. Chiesero quindi a Brahma Baba perché non si era voluto mettere al sicuro (già c’era stato un precedente tentativo di ucciderlo…) e lui rispose: - la più grande protezione è nelle proprie virtù. Non gli mancava il coraggio… era stato rivoluzionario negli anni ‘30 a rivalutare il ruolo della donna dandole ruoli di leader spirituali.

Ognuno di noi ha tante virtù e queste ci proteggono perché ci fanno seminare buon karma. Ogni giorno dovremmo assicurarci di andare a credito karmico. La matematica del karma implica che si moltiplica dividendo. Più condivido più moltiplico.
Quindi le virtù ci proteggono, e anche le circostanze!

Mr. Clark era un contadino scozzese, aveva 5 figli e finalmente era pronto ad un nuovo capitolo di vita: comprò i biglietti per andare in America con il Titanic. Aveva dato fondo a tutti i suoi risparmi ma riponeva in questo cambiamento la speranza di una vita migliore.
Una settimana prima della partenza, uno dei suoi cinque figli fu morso da un cane! Non era possibile per lui viaggiare. Cosi Mr. Clark , odiando il cane, e con tanti pensieri negativi per il figlio vedeva svanire il suo sogno. Il 10 aprile 1912 era sulla banchina in lacrime a vedere la grande nave salpare dal porto di South Hampton. Ma 5 giorni dopo, il 15 aprile, come sappiamo, il Titanic affondò. Ora il cane era da adorare e il figlio era stato strumentale per salvare la famiglia.
Le circostanze cospirano per proteggerci ma, dietro le quinte, a muoverle è il proprio buon karma.
Proteggersi dall’influenza di sè stessi. Ecco una testimonianza. Un persona che chiameremo A si assentava per qualche giorno e lasciava il suo collaboratore da solo. Pensando al disagio che B avrebbe avuto per il maggiore carico di lavoro, ha suggerito ad una terza persona di spendere un’ora in più per aiutarlo. L’intento era mosso da un semplice spirito di cooperazione. Ma B reagì molto male dicendo ad A: ma non pensi che sia in grado di fare da solo? B aveva vissuto quel gesto come mancanza di fiducia.
Ognuno di noi è un interprete della vita. Reagire e interpretatore negativamente la realtà impedisce al cuore di generare il potere della gratitudine che poteva essere l’alternativa di B. Se infatti avesse interpretato diversamente, avrebbe apprezzato e non disprezzato. Cosa ha perso B?

Vedere la realtà “reale” ci rende regali. Invece interpretarla negativamente genera conflitti e l’ego diventa sempre più grande. Mantiene superficiale chi lo coltiva, perché una parte del sé e delle proprie virtù rimangono latenti, sconosciute più al sè che agli altri.

Dadi Janki commentò: “quando qualcuno ti fraintende vuol dire che ha dei cattivi sentimenti nei tuoi confronti.” Ma comunque, quale dovrà essere la mia parte? Quella di generare un’energia opposta e contraria che respinge l’altra e la sormonta, tanto da cambiare l’alchimia della relazione. Questo richiede consapevolezza, tempo e costanza. La costanza serve per pensare bene per un lasso di tempo. In India dicono 21 giorni, è la medicina dei 21 giorni che aiuta a guarire il proprio cuore e quello dell’altro. L’energia della benevolenza è curativa.

Proteggersi da se stessi è la dinamica meno ovvia e spesso richiede un aiuto esterno. L’ego è cieco e sordo e da quella cecità non si può uscire se non tramite la sofferenza di quando uno tocca il fondo.

Un’antica storia cinese narra di una donna alla quale era morto un figlio. Nel suo intenso dolore andò da un saggio per chiederle di riportare il figlio in vita perché non reggeva il dolore.
Il saggio (era proprio saggio…) le disse che lo avrebbe fatto solo se lei gli avesse portato un seme di senape preso da una casa che non aveva mai vissuto sofferenza. Cosi la donna iniziò ad andare di porta in porta scoprendo quanta sofferenza tutti stavano vivendo. Ascoltando i vari dramma e tragedie iniziò a voler aiutare chi incontrava diventando un supporto di tante sfortune e disgrazie. Questo le fece dimenticare il suo dolore e cosi il seme magico di senape aveva funzionato!

Un'altra energia che protegge è la FEDE.
Un famoso oncologo, il Dr. Srinivas, stava andando ad un’importantissima conferenza (con tanto di premio per il suo lavoro di ricercatore) ma l’aereo sul quale viaggiava dovette fare un atterraggio di emergenza per problemi tecnici. Si ritrovò in un’altra città assai distante dalla sua meta e con poco tempo prima del convegno. Non essendoci altri voli con orari utili per lui , decise di prendere una macchina a noleggio e guidare lui stesso, avrebbe impiegato più o meno quattro ore. Mentre guidava però un furioso temporale rese molto difficile la visibilità e cosi sbagliò strada, ritrovandosi in un luogo sperduto in mezzo alla campagna! Stanco e scoraggiato vide una casa e cosi si fermò per rifocillarsi. e chiedere aiuto. Una giovane donna lo accolse con molta gentilezza e offrì al Dr Srinivas da bere e da mangiare. Si scusò però di non fargli compagnia perché lei aveva la pratica di pregare il quel momento. Lo invitò a condividere la sua preghiera ma lui era proprio la persona più scettica: faccia pure… io non prego da una vita!!
Il medico guardava incuriosito la donna che si era ritirata accanto alla culla di un bambino. Vedendola molto presa, volle sapere che cosa stava chiedendo al suo Dio, e cosi seppe che la preghiera era per poter incontrare un famoso oncologo, l’unico che avrebbe potuto salvare il suo bambino affetto da tumore, cosi le avevano detto… un certo Dr Srinivas! Ancora Dio non aveva risposto alle sue preghiere - disse - ma era sicura che un giorno ci sarebbe riuscita.
Senza parole l’ospite commentò: il tuo Dio è proprio potente, mi ha portato fin qua!

C’è una dimensione intangibile che ci protegge, anche quando non la vediamo.
Quindi la positività ci protegge, il buon karma ci protegge, credere nel nostro potenziale ci protegge e la fede ci protegge. Adesso è solo da praticare!

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Commenti

Icona utente Gloria il 03/09/18
Anch'io vivo la stessa situazione di Patricia, al lavoro spesso ci sono situazioni negative ed è difficile rimanere sorridenti...
Icona utente Franca il 03/09/18
Molto interessante e vero e personalmente mi è arrivato come un sono ...mi rivedo nelle situazioni e li vivo e quando cerco di praticare e quindi seguire le buone norme mi si prende come una persona priva di personalità..ma io attuavo questa regola ..li facevo parlare a mi assentavo con il cuore e mi dicevo sono anima io non sono quella che loro dicono e dopo correvo in corsia dai bambini e mi prendevo cura di loro è la sera pregano per queste persone ...il miracolo ..è cambiato il primario e adesso sono sostenuta . L articolo mi aiuta a superare tante altre cose ma sopratutto ad avere più fiducia in me stessa ..Io un gradino per volta riuscirò...grata per quello che fate e che date
Icona utente Patricia il 03/09/18
Mi è piaciuto molto questo articolo è sicuramente da mettere in pratica. Però nonostante siano anni che medito e pratico yoga è sempre difficile mettere in pratica certi comportamenti. Per esempio io mi trovo nelle condizioni di lavorare con delle persone che per problemi loro sono sempre negative, non sorridono mai, non collaborano. Io affronto questa situazione con il sorriso ma poi dentro di me ne soffro. Grazie di tutto Patricia

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