pubblicato il 03/03/18

Mike George

Che mondo vediamo oggi?
Un mondo in grave disgregazione oppure in grande trasformazione?
È un mondo dove le informazioni ci vengono somministrate in maniera molto scaltra da quel mostro gigantesco chiamato “media”. Un mondo di informazioni e sensazioni, di eventi locali e globali che ci avvolgono in un ciclo continuo. Ingoiamo immagini e dati in tempo reale, mentre molti di noi vanno continuamente alla ricerca di altre.

Quasi tutte le “storie” sembrano lastricate al loro interno di violenza. La violenza viene esaltata con la perversa intenzione di catturare e imprigionare la nostra attenzione, sia nella realtà dei ‘notiziari’ che nell’irrealtà del cinema. Talvolta facciamo fatica a tenerle separate, rendendo sempre più difficile vagliare quello che è vero. Non ci stupisce che la ‘mindfulness, la forma più semplice di meditazione, ha fatto irruzione nella vita di molti come una modalità quieta di concentrazione e di controllo dell’attenzione. Non ci stupisce che una pratica così semplice possa aiutarci a sanare le tante ansie che ci creiamo.

Una volta la natura ci conduceva ad uno stato di maggiore tranquillità riportandoci ai ritmi naturali della vita. Ora non più. Non con i nostri onnipresenti compagni che ronzano, si illuminano, vibrano, fischiano e si scaricano chiedendo la nostra attenzione continua 24 ore al giorno per 7 giorni.

Ed ecco che ci ritroviamo a chiederci che cosa ci sarà dopo. Dove ci porteranno le curve esponenziali delle società, così traballanti del momento. La digitalizzazione dell’economia, i conflitti religiosi, la scomparsa del senso di famiglia, il clima caotico, la confusione drogata delle masse, il vertiginoso aumento dell’inquinamento, le ondate migratorie, le litigiose ideologie politiche, i fondamentalisti psicopatici. Sembra che tutte insieme ci stiano portando sempre più velocemente verso un futuro che non è di buon auspicio per il nostro pianeta.

Eccoci ora ai consigli profondi e alla guida filosofica contenuti in quello scritto breve e senza tempo che conosciamo come DESIDERATA, il Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell’antica chiesa di S. Paolo.

Li hai letti? Li hai meditati?
Alcuni dicono che è una guida perfetta per vivere “in mezzo al frastuono e alla fretta” di un mondo pieno di gente frenetica, sempre in movimento, che coltiva cinismo e attacchi di panico. Altri dicono che è irrilevante in quest’epoca di distrazione, dipendenza e menefreghismo. Dicono che fu scritto in tempi di maggiore calma per una generazione più innocente e serena. Dicono che non sono più adatti a chi vive in un mondo di tale intensità emotiva.

Ma è vero?
Sembrano ancora consigli saggi, sui quali vale la pena riflettere e meditare. Vedi che cosa ne pensi. (Se vuoi vedere tutto il manoscritto senza l’aggiunta delle riflessioni, il dottor Google ti può aiutare!)

Riflessioni su DESIDERATA

- Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quanta pace possa esservi nel silenzio.

Se impari a meditare, scoprirai, nel cuore del tuo essere, un’immobilità e un silenzio che non andranno mai perduti. Questo è il tuo centro, nel quale troverai sempre la tua pace personale. Non potrà mai esserti portato via. A partire da questo spazio interiore la tua vita si manifesta dall’interno verso l’esterno.
Sfortunatamente, non ne siamo consapevoli. È come se avessimo tagliato la connessione, cadendo nell’illusione di una vita vissuta principalmente da fuori a dentro. Ma quando vivi in essa e a partire da essa, anche se per brevi momenti, la tua energia viene ricostituita. Non l‘energia del corpo, ma quella dell’anima, che è ciò che io sono e voi siete.
Quando crei la tua vita a partire da questo spazio interiore, tutto ciò che crei ha un effetto potente e profondo sul mondo che ti circonda. Da qui nasce la saggezza del detto: ”Se non sai udire il mio silenzio, non udirai le mie parole”.

- Per quanto ti è possibile, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.

Certamente non è facile dopo una vita trascorsa a giudicare gli altri. Quando ‘impariamo’ a giudicare, disapprovare, ad aver risentimenti e persino odio, allora l’idea di mantenersi in ‘buoni rapporti’ con tutti sembra distante. È più distante di un’autostrada di mille chilometri!
Avendo assimilato le ‘credenze’ che l’altro è un nemico, che l’altro è responsabile dei miei sentimenti, che non ci si può fidare dell’altro, lasciamo che silenziosamente queste illusioni alberghino in noi, rendendo impossibile una relazione che possa a malapena sembrare ‘buona’ con molte altre persone.
Solo quando siamo liberi dalla dipendenza dagli altri per come ci sentiamo, per il nostro ‘benessere’, possiamo accettare ed accogliere tutti quelli che entrano nella nostra vita.
Per molti di noi ciò richiede un processo di conoscenza di sé, al cui fondo c’è la grande realizzazione che “io sono pienamente responsabile di tutto ciò che creo, a partire dai miei pensieri e sentimenti per finire con la mia felicità personale”. In teoria sembra facile e ovvio, ma tutte le nostre abitudini a lamentarci e biasimare, a criticare e controllare, con le quali ci rendiamo infelici sono, per molti, degli aspetti del nostro carattere molto sviluppati e ben consolidati…in termini generali.
È solo un’anima consapevole ed illuminata quella che riesce ad essere in buoni rapporti con tutti. È l’obiettivo del sentiero che spesso viene chiamato “risveglio spirituale”.

- Esponi la tua verità con tranquilla chiarezza, e ascolta gli altri: pur se noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia.

In un certo senso la verità non può essere detta, ma solo sentita e percepita con l’occhio interiore, vale a dire ‘colta’ con l’intelletto. Ma non si tratta di un costrutto intellettuale. Non appena cerchiamo di tradurre in parole la verità, essa smette di essere autentica o precisa. Non può essere la verità ma solo una rappresentazione. In definitiva tutti gli idiomi sono solo metafore. Da qui l’idea di “tranquilla chiarezza”! La vibrazione dietro le parole è molto spesso l’indicatore della ‘verità’ superiore a quello delle parole stesse.
Condividere la nostra esperienza è una cosa, ma è sempre qualcosa del passato, è andata, finita e compiuta. Condividere non è bene o male, è solo per lo più irrilevante per la nostra vita in questo momento. Non è facile da vedere. Ma finché non ci arriveremo, perderemo questo momento, adesso. La vita si realizza ora. Come possiamo vivere il momento senza i colori del passato, libero dalle storie di ieri?
Sì, ognuno ha la propria storia e quasi tutti amano raccontarla. Ma pochi si rendono conto che una storia è solo una serie di ricordi, che spesso contengono un trauma nel quale si vuole indulgere. Un trauma che non si riesce a lasciar andare. Il raccontare è spesso solo una scusa per rafforzare il ricordo e provare di nuovo quella sofferenza.
Ascoltare le storie degli altri può aiutare a lasciar andare la sofferenza. Ma senza ascoltare troppo! Alla fine le nostre storie non sono importanti. Ma non ci piace l’idea di aver costruito il senso di noi stessi fuori da una storia. Inclusa la storia della nostra vita fino a questo momento!
Ascoltare in maniera aperta, con pazienza, senza giudicare la storia di qualcun altro è il ruolo del terapeuta.
Alla fine tutti parlano del trauma al quale sono attaccati. Di solito è al centro della propria storia. Accoglierlo, accettarlo e analizzarlo vuol dire guarire dalla sofferenza emotiva. A questo servono gli amici, per ascoltare ciò che vien detto, il che permette all’altro di ‘vedere in profondità’ e lasciar andare la sofferenza e rendersi conto che non ha potere su di loro. Ma non ad aggiungere, giustificare o ingrandire la storia. E neanche cercare di terapeutizzare l’altro. Solo ascolto. E poi, quando l’altro comincia a ‘indulgere’ nel ricordo del trauma, è tempo di smettere di ascoltare! Diversamente diveniamo complici nel rafforzamento della sofferenza dell’altro.
E i buoni ricordi? Alcuni dicono che questi sono solo gli attaccamenti più radicati, vie di fuga, che ci tengono intrappolati nel passato, rendendoci incapaci di fronteggiare le realtà di un presente sempre mutevole. Che cosa ne pensi?

- Evita le persone volgari e prepotenti; costituiscono un tormento per lo spirito.

Talvolta non riusciamo ad evitarle. Si trovano nel nostro luogo di lavoro e possono persino essere dei familiari. Inevitabilmente, questi diventato dei test per vedere quanto riusciamo a non farci influenzare dalla loro presenza. Farsi i muscoli non è difficile. Basta fare esercizio e andare in palestra. Ma costruirsi muscoli spirituali è più complesso. Significa costruirsi la propria forza interiore e stabilità di modo che quando persone aggressive e dalla voce grossa entrano nel campo della nostra coscienza, non crolliamo e non perdiamo le staffe.
Quindi, se intorno a te vi sono persone del genere, perché non servirsene per rafforzare la tua forza e stabilità. In definitiva, nessuno turba il nostro spirito. Siamo noi che lo facciamo, a seconda di come creiamo ‘gli altri’ nella nostra mente. Ma per vedere ciò con chiarezza, ci vuole un po' di pratica. E un po' di pratica in più per metterlo in pratica.

- Se continui a confrontarti con gli altri, puoi diventare borioso o amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.

L’espressione ‘migliori o peggiori’ è vera? Ti chiedo di cambiare un pochino questo consiglio. Ci saranno sempre altre persone diverse che faranno cose diverse. Si potrebbe dire che alcuni fanno più azioni caritatevoli e amorevoli di altri, alcuni di tanto in tanto. Ma ciò fa di loro delle persone migliori o peggiori in quanto esseri umani? È un’illusione nella quale tendiamo a cascare quando siamo influenzati dalla nostra abitudine acquisita di fare paragoni. È questo che ci fa proiettare ‘grandezza’ su alcuni e non su altri. Perché alcuni proiettano grandezza su una particolare persona e altri no?
Forse uno dei gesti più caritatevoli, nato dalla comprensione del vero significato di amore, è quello di vedere tutti gli esseri umani come sorgenti di amore. Però, l’amore capisce anche che forse neanche loro ne sono consapevoli in questo momento della loro vita. È solo quando riusciamo a vedere queste persone come sono e continuare a vederle così, che potremo ricordare loro chi sono in realtà.
La grandezza è solo una proiezione e percezione. L’essere peggiori è solo dell’ego che fa paragoni e che di solito cerca di affermare la sua propria ‘grandezza’ personale.
Tutti siamo sia normali che speciali!. Che cosa ne pensi?

- Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce in vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.

Splendido! Anche se probabilmente commettiamo l’errore di usare quello che facciamo o che abbiamo ottenuto per definire noi stessi. Se ti identifichi con ciò che fai o se tieni in grande considerazione i tuoi ottenimenti, probabilmente troverai presto delusione o depressione dietro l’angolo.
Gli alti e bassi vanno bene. In qualche modo sono inevitabili per tutti. È solo che molti vanno alla ricerca degli alti per sbarazzarsi dei bassi! Da questo nasce la dipendenza.
Quello che fai in termini di carriera/professione ti darà una certa stabilità in mezzo ai cambiamenti continui. Detto questo, sii pronto a fare quasi di tutto. Questa è l’era in cui la flessibilità è stabilità! Sii pronto a smettere con ciò che stai facendo per fare qualcosa d’altro. Aspettati l’imprevedibile. Se riesci ad essere ‘pronto’ in questo modo, troverai che tantissimi aspetti del tuo carattere come fiducia, conoscenza, saggezza, consapevolezza, capacità relazionale cresceranno.
È ovvio che ci saranno cambiamenti significativi per tutti. Alcuni personali, altri condivisi. L’elenco delle cose da fare per prepararsi dovrebbe suonare così: sei pronto, sei disposto, sei capace di far fronte e impegnarti completamente con queste difficoltà?

- Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di inganni. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è piena di eroismo.

Probabilmente questo è vero più che mai. Moltissimi truffano e imbrogliano, c’è molta falsità e ipocrisia, tutto per incastrarci ed estorcere soldi. È facile che il cinismo si intrufoli nella mischia della nostra vita quotidiana rendendoci ciechi alla bontà che è sempre intorno a noi.
Riesci a trovare la positività in un altro anche se cerca di approfittare di te? Ricordarsi, a livello più profondo, che ‘essi non sanno quello che fanno’ ci aiuta a mantenere questa consapevolezza e a smettere di essere infelici. Essere capaci di mantenere tale visione può essere la caratteristica dell’eroe moderno.
Forse il vero eroe di questi tempi è colui che vede oltre l’inganno, vede il nucleo essenziale di ogni cuore. Come dice il proverbio: ‘Ciò che vedi è ciò che sei, ciò che scopri è ciò che hai’.

Domanda: Quali sono le due persone con le quali ti confronti di più e perché?

Riflessione: Pensa a due persone con le quali non vai d’accordo. Perché credi che sia così?

Azione: Che cosa puoi fare questa settimana per sanare queste relazioni?

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Commenti

Icona utente antonio il 14/03/18
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