Recensione Articoli

Giustificarsi

pubblicato il 15/07/18


Aruna Ladva

Penso che non ci sia nessuno che non abbia giustificato le proprie azioni, passate o presenti. Ogni tanto ci troviamo tutti a fare una scelta che, col senno di poi, avremmo fatto diversamente. A volte veniamo colti di sorpresa. Mettiamo, per esempio, che sei andato a fare compere, presenti gli articoli alla cassa e alla fine della transazione ti accorgi che il totale è inferiore a quello che ti aspettavi. Esci con la merce, controlli lo scontrino nell’auto prima di metterti in moto e ti accorgi che la cassiera ha omesso di aggiungere uno dei capi principali.

Che cosa fai? Torni indietro per dirlo alla cassiera in modo che ti addebiti l’articolo?
Oppure te la prendi con il comportamento avventato della cassiera e torni a casa?
Oppure metti in moto felice giustificando questo errore come un fatto positivo che quell’immenso e ricchissimo magazzino ti abbia fatto dono di quell’articolo!

Sono convinta che prima o poi molti di noi si siano trovati in una situazione del genere.
Recentemente si parlava di una storia simile e, in men che non si dica, si sono formati due orientamenti di pensiero. Quelli che sostenevano che non c’era altra via che l’onestà, e quelli che ritenevano che l’onestà avesse fatto il suo tempo e che era ora di raccoglierne i ‘frutti’!
La spiritualità ci insegna che non si mangia a sbafo e che a un certo punto della vita dovremo pagarlo.

Nella lezione del karma impariamo che “raccogliamo quello che seminiamo”. Pertanto, a questo proposito, sarebbe semplice dire che il miglior modo di agire è l’onestà.

Ma perché? Si domandano molti. Esaminiamo questo argomento al fine di capire perché facciamo la cosa migliore se siamo più pronti la prossima volta che dovesse capitarci.
Nella scena precedente la cliente si sentiva abbastanza onesta perché si era presentata alla cassa con la merce. E poiché si trattava di un errore della cassiera, questo non aveva niente a che vedere con la cliente. Ma vi domando: Qual è la vera definizione di onestà? È abbastanza onesto esserlo a metà? Finisce con lo scontrino? Oppure l’onestà è qualcosa di più? Una specie di presenza totalizzante perché di sicuro l’onestà è onnipotente. E, in conformità alla legge spirituale tutto è vibrazione.

Il karma ci insegna che indipendentemente dalla situazione e da chi vi è coinvolto, sono io a fare le scelte della mia vita e vivere in conformità ad esse. Alla fine non potrei usare alcuna giustificazione sia nel caso che l’errore fosse della cassiera o di qualsiasi altra natura. È solo un piccolo esempio.

Vi sono molte situazioni in cui giustifichiamo le nostre azioni e una volta fatto, poco a poco troviamo che la nostra coscienza comincia a venir meno. Se non risistemiamo il nostro modo di pensare e questo continua a lungo, alla fine scopriamo che non sappiamo più che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato. Crediamo di aver ragione e andiamo avanti innocentemente o meglio, alla cieca.

Ma la legge karmica non giudica sulla base delle giustificazioni, ma sulla base di ciò che è veramente lecito o illecito.
Gradualmente potremmo notare una riduzione della qualità della nostra capacità di prendere decisioni, e alla lunga, in assenza di correzioni, cominceremmo a notare che la nostra coscienza diventa un po' meno chiara e molto meno precisa.
Quasi come un coltello che ha perso la sua affilatura, a causa del suo pessimo uso.

Giustificarsi significa dimostrare che qualcosa è giusta e ragionevole. La parola chiave in questo caso è ragionevole. Come possiamo pensare di aver ragione dichiarando che una cosa lo è perché ci fa comodo?
Anche le relazioni appartengono a questo terreno scivoloso. A volte ci mettiamo a difendere gli altri, cerchiamo di proteggere quelli a cui siamo emotivamente attaccati. Forse non abbiamo considerato i comportamenti sbagliati e scorretti del nostro coniuge, compagno o figli fino a quando le loro azioni non avranno provocato grossi problemi nella vita di quelli che vi erano coinvolti. Questo potrebbe condurci a disordini alimentari, autolesionismo, abuso di alcool o sostanze stupefacenti e molti altri eventi di questo tipo. Semplicemente perché siamo stati disposti a chiudere un occhio e a prendere un’altra via.

Ma fino a quando potremmo agire così?
Per quanto tempo possiamo giustificare non tanto le azioni degli altri, ma anche le nostre?

Quindi è sempre meglio verificare che ciò che stiamo giustificando è qualcosa che veramente ci sta facendo un servizio, rendendoci felici, in pace e contenti, oppure ci sta creando ulteriori pensieri inutili. Se devo ripensare ad una azione, vuol dire che dentro di me c’è qualche dubbio e pertanto ci saranno delle correzioni da fare. Se il karma fosse puro e vero, non avremmo bisogno di ripensamenti dopo l’azione. Nella maggior parte dei casi ciò ci dà sicurezza.

Scegliamo di rafforzare la nostra coscienza con pensieri e azioni positive.
Non indeboliamo ulteriormente la nostra coscienza, dopo tutto essa è la nostra migliore guida di vita., quando funziona, vale a dire quando diamo ascolto alla sua voce sommessa.
Presta attenzione alla tua mente e ricorda: tutto comincia da piccole cose. Invece di giustificare la negatività degli altri o la nostra, è meglio controllare fin dall’inizio le nostre motivazioni e come ci sentiamo. È vero che se non siamo onesti con noi stessi, alla fine saremo noi a subirne le perdite.

È Ora… di non dimenticarci di essere onesti con le piccole cose della vita. Ricorda che un acquazzone comincia con una goccia, e che ben presto può trasformarsi in un monsone!


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