pubblicato il 02/06/18


Mike George

Come guida per vivere in un mondo che cambia rapidamente, i consigli riportati nel testo “Desiderata” sembrano saggi. Furono scritti in un’epoca in cui il mondo era molto diverso – decisamente prima di Facebook e Google, prima dello streaming e del nuovo ciclo temporale 24/7, prima degli SMS e dei whatsapp, prima della globalizzazione e della cripto-monetizzazione e quando l’intelligenza artificiale balenava appena in pochissime menti scientifiche.

Ma sono ancora importanti oggi o no?
Nella nostra riflessione su questa seconda parte, è difficile non giungere alla conclusione che alcuni suggerimenti siano più importanti che mai. Ma si tratta di una prospettiva personale. Vedi che cosa ne pensi tu.

D – Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde.
Se mai c’è stata una parola tanto abusata e usata così impropriamente è la parola ‘amore’. Sperduta tra le nebbie degli attaccamenti, del desiderio e della dipendenza, l’amore è come un inestimabile pezzo di antiquariato. La sua manifestazione autentica difficilmente si trova in mezzo alla confusione e al clamore della vita quotidiana. Universalmente ricercato, raramente si riconosce che la sua scarsità è dovuta interamente alla nostra incapacità di essere noi stessi.
Dire ‘sii te stesso’ suona ovvio a molte persone. È solo quando ci fermiamo a riflettere sul suo significato che molti realizzano e confessano: “Come posso essere me stesso quando non so chi o che cosa sono?”
Questa riflessione di solito fa seguito al riconoscimento che spendiamo la maggior parte della nostra vita credendo di essere quello che non siamo. Spesso molti personaggi che non siamo. È questo che genera paura sotto forma di ansia. Ed è per questo che l’amore non è sempre continuo nonostante le intenzioni e nelle nostre relazioni. è impossibile amare ed essere ansiosi contemporaneamente. Benché molti abbiano difficoltà ad ammetterlo.
La ricerca di milioni di cercatori si può ridurre ad un unico punto: conoscere ed essere se stessi come si è realmente, sempre. Suona facile, ma essere se stessi in maniera autentica è la cosa più difficile del mondo. Il percorso che richiede NON ci conduce in mezzo a foreste o in cima alle montagne alla ricerca di un guru o di una guida spirituale. Richiede che ci avventuriamo tra i meandri delle nostre credenze e ricordi, eliminandoli progressivamente, mettendo in evidenza a noi stessi la loro illusorietà, fin quando la luce del sé autentico potrà rivelarsi definitivamente.
È solamente grazie a questo lavoro di ripulitura che potremo riscoprire il cuore e renderci conto che la nostra essenza, l’essenza di tutti è…amore. Ma se credi di essere ‘caduto’ in amore, probabilmente questa idea non ti piacerà. Ciò vuol dire che non sei ancora pronto a capire che l’amore non ti fa cadere, non è esclusivo di una sola relazione, non si può ‘ottenere’ da un altro. Amore è ciò che tu/noi siamo. Per molti anche questa è una cosa un pochino esagerata!
L’amore sarà pure perenne some il sempreverde, come ci ricordano i Desiderata, ma tra il saperlo e l’esserlo c’è una grande….differenza!

D – Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.
La qual cosa, grosso modo potrebbe voler dire che è una buona idea trovarci una fonte di saggezza. Qualcuno che sia venuto fuori dalla sua foresta di illusioni e delusioni ed è non solo saggio e profondo ma sia divenuto un faro nei meandri oscuri del nostro mondo. Ascolta, domanda e rifletti. Non limitarti a credere. Chiedi, ascolta e rifletti e poi ‘verifica’ da solo, è già questo un saggio consiglio. Infine, un giorno, qualcuno potrebbe aver bisogno del consiglio e della saggezza dei tuoi anni!

D – Coltiva la forza d’animo, per difendenti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
Forse pochissimi si sono resi conto che l’unico modo per ottenere forza interiore, la nostra forza spirituale, l’energia della nostra anima, è quasi l’opposto della forza fisica. Quando andiamo in palestra ci accorgiamo che l’allenamento del corpo richiede un sacco di movimenti. I nostri muscoli si faranno sentire per via del dolore!
Per costruire la forza del corpo dobbiamo aggiungere muscolosità, ma per costruire la forza del nostro essere, la forza spirituale, è meglio eliminare tutto ciò che crea inutile rumore e distrazione. Ciò vuol dire di solito, tutti i nostri attaccamenti. Quelle cose alle quali ‘pensiamo’ di più anche se non c’è alcun bisogno di pensarle. Incluse mote credenze che abbiamo assimilato e alle quali abbiamo dato automaticamente lo status di verità. Ricordi che alimentano desideri di un futuro più luminoso quando ci abbandoniamo alla memoria di quello che sembra essere stato un passato più felice. Bisogna permettere anche a questi di dissolversi nello sfondo silenzioso della nostra consapevolezza.
Spogliarci da queste ‘tracce’ ci consente di riscoprire il potere che dimora nella silenziosa immobilità al centro del nostro essere. È questa l’essenza del viaggio spirituale. Sembra però che pochi conoscano questo nucleo, questo cuore spirituale. E ancora meno lo visitano. Ma se ci si va, si noterà che è questo il luogo da cui hanno origine la resilienza, la calma, l’amorevolezza e la forza.
Da questo punto si può realizzare che non vi sono ‘improvvise sfortune personali’, ma solo eventi e circostanze che mutano continuamente.
È solo quando si va lì che andiamo oltre la paura della solitudine ed essere OK quando si è da soli. Come molti insegnamenti spirituali ci ricordano: “Nasciamo soli e ce ne andremo soli”. Ma non appena impariamo che ‘dovremmo’ essere con qualcuno, fare coppia con un altro, che non dovremmo essere single ma doppi, impariamo che ‘essere soli’ non va bene. Lo temiamo. Tuttavia essere capaci di stare soli è necessario per essere completamente presenti l’uno all’altro. L’essere soli è paradossalmente essenziale alla creazione di relazioni con gli altri sane, vibranti e non-dipendenti.
Si tratta di un paradosso che merita di essere esplorato!

D – Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.
Tolleranza è relazionarsi a tutto e a tutti con leggerezza nella propria coscienza. Quindi ‘tolleranza’ è un verbo, un aggettivo e un nome. Sei tollerante quando sai accettare tutti come sono e tutto com’è. In tal caso non hai bisogno di essere tollerante con te stesso. Perché dovresti quando tu stesso sei la tolleranza?
Sembra facile, ma stare senza opporsi a chiunque ci stia intorno e verso qualsiasi cosa accada, non è impresa di poco conto. In realtà è la grossa impresa di ogni giorno quando si percorre quello che talvolta viene chiamato il sentiero del risveglio.
Nasce da qui la disciplina della ‘giusta pratica’ all’interno del ‘processo creativo’ che avviene tra azione e intenzione. Tra l’intenzione di essere tolleranti e la sua attualizzazione si collocano tutte le vecchie abitudini che vorrebbero farci rimanere cinici e severi, impositivi e controllori, impazienti e avidi. Sono tutte forme di resistenza note come non-tolleranza!

D- Tu sei figlio dell’Universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto di esistere.
Essere ‘qui’ forse non è solamente un ‘diritto’, se mai così fosse, ma principalmente una responsabilità. Si, ci è stato donato di ‘essere qui’, ma la creazione della nostra vita in ogni momento dei nostri giorni dipende completamente da noi. Pochi si impegneranno per questa responsabilità, ma molti lo faranno per quelli che credono siano i loro diritti. Ma non appena ci mettiamo a lottare per una cosa vuol dire che smettiamo di essere responsabili. Generiamo una violenza interiore che non ci consente di mettere in pratica la nostra responsabilità di creare la nostra vita con accuratezza o di aiutare altri a fare lo stesso. Pertanto lascia andare sia il paradosso che la tensione di vivere una vita con la mentalità del diritto.
Solamente quando andiamo oltre il bisogno di avere diritti e accettiamo la piena responsabilità della nostra vita conosceremo la libertà autentica. Diversamente la nostra dipendenza dagli altri ci creerà dei vincoli, ci renderà schiavi degli altri e della percezione sbagliata che essi siano di intralcio. Ancora una volta non è molto facile vedere ciò con chiarezza. Specialmente dopo una vita in cui a molti di noi è stato insegnato a crearsi vari gradi di ‘dipendenza coatta’, dalla quale abbiamo persino appreso che è giusto combattere per i ‘miei diritti’. Ma è vero?
Che cosa accade quando la mia personale responsabilità prende il posto dei diritti automatici? Qualcuno dice che a quel punto finisce la schiavitù e comincia la padronanza, finisce la sequela di un capo e comincia la leadership.

D – E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.
Riesci a vederlo? Ti sei accorto che l’universo, l’universo di ognuno, che vuol dire anche questo mondo e tutti gli eventi in questo mondo, si stanno dispiegando esattamente come è previsto che siano?
Anche vedere e sapere questo è un’ardua impresa. Tutti i nostri condizionamenti ci dicono il contrario. Ma immagina solo per un momento che tu riesca a capirlo. Vorrebbe dire che non perderai mai la tua pace. Non giudicherai né condannerai più. Tutte le disapprovazioni mentali e le interferenze finiscono. Non ci sono più atti di violenza mentale! La tua energia sarebbe pulita, saresti calmo, la tua presenza sarebbe potente, l’influenza sull’energia degli altri sarebbe benefica.
Invece no! Giudichiamo, condanniamo, critichiamo, ci lamentiamo e così facendo sabotiamo la nostra coscienza. Riduciamo il nostro potere e la nostra influenza e aggiungiamo ulteriore violenza ad un mondo già strapieno di violenza.
Rifletti con tranquillità sull’affermazione che tutto ‘si dispiega esattamente come dovrebbe’. Questo non vuol dire che diventiamo passivi e cominciamo a non fare nulla. Vuol dire che rispondiamo in maniera molto diversa a come si manifesta il mondo dinanzi a noi. Vuol dire che possiamo apportare molti doni al mondo: comprensione, empatia, cura, sostegno e guida. Ma soprattutto significa che abbiamo liberato noi stessi da un grosso fardello di sofferenza. Essere un tale ‘esempio’ può portare altri a fare lo stesso. Forse non gli ‘attivisti’, forse non quelli che protestano e fanno resistenza. Almeno non immediatamente!

D – Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui.
Ed ecco il punto in cui è probabilmente molto utile ricordare che Dio non è un concetto! Se ci cristallizziamo sul concetto, poi non ci relazioneremo più con la realtà. Se non facciamo una connessione personale non vi sarà alcuna relazione personale. Poi non vi sarà alcuna possibilità di venire potenziati ed illuminati da tale relazione. È questo il punto in cui la forma mentis religiosa può essere uno svantaggio. Molti di quelli che aderiscono ad una struttura religiosa, spesso tendono a cristallizzare Dio in un concetto, una serie di concetti, o ad un altro immaginario e poi si chiedono come mai non sentono vera la relazione.
Le persone della tua vita sono concetti? La tua relazione si fonda su ciò che ‘credi’ riguardo a loro o con ‘loro’ direttamente?
Spesso è più facile disfarsi della parola ‘Dio’. Essa stimola molte altre credenze e concetti che chiamiamo bagaglio. Così come notiamo di essere più aperti con alcune persone che con altre, spesso può essere utile sperimentare l‘essere completamente aperti.
Con questa intenzione, possiamo cominciare a notare che è quello che facciamo nella nostra testa a mantenerci limitati. Prova prima con le altre persone. “Perché sono chiuso con questa persona e non con quell’altra?”. Solo allora potrai smettere di chiuderti dentro le tue opinioni e concetti riguardo all’altro. E’ qui che avviene la chiusura. Se il fiore rimane chiuso non può ricevere la luce del sole. Non può sbocciare. I fiori sanno essere più saggi degli umani? A volte sembra di sì!
È possibile essere in pace e connettersi completamente con un’altra persona quando siamo completamente aperti nella nostra relazione con loro -vero o falso?

D – E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace con la tua anima.
Molte persone quando sentono l’espressione – “la tua anima” tendono a credere che la loro anima sia qualcosa di separato da loro. Ciò può essere fuorviante. L’anima è qualcosa di separato? È una certa energia misteriosa nascosta nel nostro corpo? Oppure è solo un’altra parola per indicare la coscienza?
Siamo tutti esseri di coscienza, perciò siamo tutti la coscienza stessa. Se la stessa coscienza è l’anima, allora ‘anima’ è ciò che io sono e tu sei, e il corpo è la nostra dimora. Questo vuol dire che non ti mantieni in pace ‘con’ la tua anima o sé. Non vi sono due in te! Solo uno.
Pace è solo una parola per descrivere uno stato che possiamo creare nella nostra coscienza, dentro di noi, in quanto sé! Forse non ci manteniamo in ‘pace’ con la nostra anima, ma creiamo la nostra anima/ sé come pace. Se riusciamo a renderci conto che la pace è una descrizione della nostra vera natura, allora arriviamo a conoscere noi stessi come pace.
Ma per far ciò è necessario riconoscere e realizzare come e perché rendiamo la nostra anima priva di pace.
Coltivare questo tipo di consapevolezza vuol dire che siamo a un livello avanzato del nostro viaggio spirituale. Quando siamo interessati a capire in che modo ci rendiamo infelici, brontoloni, stressati e privi di pace ecc., solo quando comprendiamo, possiamo ‘smettere’.

D – Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso.
L‘autore di Desiderata probabilmente si riferiva al mondo ‘esterno’, ma forse è solo quando si vede e si riconosce la bellezza del ‘mondo interiore’ che è possibile scorgere la bellezza del ‘mondo esteriore’, anche quando non è così bello!
Il riconoscimento e la consapevolezza della propria bellezza interiore avvengono quando cominciamo l’opera di ripulitura a cominciare dall’interno.
Rimuovere e bonificare vuol dire liberarsi dalle abitudini di chi dorme, come quella di usare il mondo e le altre persone per rendere se stessi felici e appagati. Tutti i nostri desideri nascono da queste abitudini. Dall’appagamento dei nostri desideri usando gli altri e il mondo, si formano i nostri attaccamenti e dipendenze. Da ciò nascono le nostre paure – paura di perdere e di venire danneggiati. Risultato? Infelicità e sofferenza. A volte per un breve periodo e altre volte per ciò che sembra per un periodo lunghissimo.
La bellezza che si trova nel nostro essere diventa impossibile a vedersi, impossibile da conoscere e impossibile da vivere. Questa mancanza di consapevolezza della nostra bellezza interiore e il buio che va a sostituirla, è quello che usiamo per filtrare il ‘mondo là fuori’ quando entra in noi, rendendo quasi impossibile vedere il magnifico pianeta su cui viviamo e la splendida natura che vive dentro gli altri.
Forse è il momento di riscoprire la nostra bellezza interiore.

D – Sforzati di essere felice.
Facile a dirsi, ma non tanto da mettere in pratica. Specialmente quando si crede che gli altri siano responsabili della bruttezza esterna che poi impariamo a credere sia responsabile dei nostri malumori interiori! Eppure nota la gioia che si manifesta facilmente quando ottieni ciò che ‘tu’ vuoi, quando gli altri fanno quello che ‘tu’ vuoi, quando la vita sembra andare come ‘voglio io’. Ma quella gioia scompare con la stessa rapidità per ovvie ragioni. Vale a dire che siamo diventati ‘dipendenti’. Non è sbagliato. Si tratta solo di un errore. Tutto questo sembra indicare che se vogliamo rimanere gioiosi, senza interruzioni, potrebbe essere necessario smettere di volere qualcosa dagli altri o dal mondo.
Non sono sicuro che molti accetteranno di buon grado questa idea!
Ma tutti sappiamo come ci sentiamo quando ‘diamo a qualcuno’ invece di ‘prendere da qualcuno’. È un sentimento di appagamento durevole e sotto il nostro controllo, se lo decidiamo.
Alcuni dicono che alcuni segnali circa la padronanza della vita e del vivere sia l’eliminazione di quelle due parole e tutti i comportamenti che ne derivano…’sforzarsi di’. Finché crederemo di aver bisogno di lottare ‘là fuori’, vorrà dire che probabilmente il nostro stato d’essere naturale rimarrà da scoprire. Sforzarsi indica una lotta per giungere da qualche parte o per ottenere qualcosa nel mondo. Non c’è nulla di male in ciò, finché crediamo che sia l’unico modo di sentirci realizzati, soddisfatti e felici.
Felicità e appagamento richiedono uno sforzo per ottenere qualcosa nel mondo, come Desiderata sembra indicare. Quali altri modi potrebbero esserci?
A te la risposta!

Domanda: Se l’amore è perenne, sempreverde, come mai è assente così di frequente?
Riflessione: Chi o che cosa cerchi di essere di più?
Azione: Per una settimana cerca la bellezza negli altri ogni giorno, anche quando appaiono … ‘brutti’.

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