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L'attaccamento è un'illusione

pubblicato il 11/12/18


Aruna Ladva

Si spera che la nostra prima esperienza di attaccamento sia un legame d’amore con coloro che si prendono cura di noi.
Alcuni studiosi credono che questo legame sia necessario per la crescita equilibrata e sana di un bambino. Altri, invece, credono che questo tipo di attaccamento, a lungo andare, possa creare un livello di dipendenza disfunzionale.
Qual è quindi la linea giusta?

Non v’è nessuno in questo mondo che possa dirsi privo di attaccamenti. Persino i santi che hanno rinunciato a tutto sono attaccati al loro sentiero spirituale.

Gli attaccamenti vanno da qualcosa di fisico (come cibo, abiti, persone, residenza ecc..) ad attaccamenti mentali (come credenze, giudizi, atteggiamenti) a quelli spirituali (pensieri, idee, aspirazioni). Nessuno di questi è particolarmente sano.
Un dizionario definisce attaccamento ‘una parte o estensione che è o può essere aggiunta a qualcosa perché funzioni in un certo modo’. Ciò dimostra che i nostri ‘attaccamenti’ non fanno parte del nostro DNA originale.

Attacchiamo delle cose a noi stessi per riceverne un senso di scopo o di esistenza. Per sentire benessere o sicurezza. Per darci un senso di identità. Quindi, poiché è stata aggiunta a me, ma non è parte di me, un bel giorno mi verrà distaccata.

Che cosa mi rimane quando l’attaccamento non c’è più? Solo l’essere spirituale, il vero me stesso.

Gli attaccamenti creano la credenza di aver bisogno di una certa cosa o di una certa persona per sentirmi sicura e felice.

Ma che succede quando ‘quella cosa o quella persona speciale’ non ci sono più?
Come faccio a gestirmi bene?

E se la persona che amo deve partire per affari o per un’escursione o per andare all’università?
E se le molle del mio divano preferito all’improvviso si rompono lasciandomi senza un posto su cui distendermi? Continuo a sentirmi a mio agio finché ne avrò comprato uno nuovo?

Forse non ci rendiamo conto dell’attaccamento che abbiamo a qualcosa finché questa non ci viene a mancare. E sfortunatamente, ce ne accorgiamo solo attraverso il dolore del distacco, del non avere, e ci resta un senso di perdita.
Il dolore è un segnale che mi dice che c’è qualcosa che devo cambiare. Attraverso alcuni sintomi dolorosi il nostro corpo ci informa che dobbiamo mettere a posto qualcosa. Lo stesso vale per l’anima.

Quando qualcosa non va bene a livello emotivo, mentale e spirituale proviamo un senso di disconnessione dolorosa, che chiamiamo sofferenza.

L’attaccamento è un’illusione. Ci illude con il pensiero che sicuramente avremo una vita di felicità garantita. Ma quando l’attaccamento viene allo scoperto, vediamo la verità della questione e possiamo riceverne persino un attacco cardiaco! Considerando che qualsiasi cosa ci renda felici oggi, nella modalità attaccamento, prima o poi ci porterà sofferenza. E questa è una cosa che non avevamo letto bene nei caratteri scritti in piccolo della garanzia.

Per esempio, il dipendente dal caffè va in cerca di qualcuno a cui piaccia il caffè e come le api in un alveare vengono tutti attratti magneticamente dall’aroma del caffè appena fatto.
È l’aroma stesso che li fa confluire nello stesso posto! Inizialmente ci si sente bene per il gusto del caffè, ma ho conosciuto persone a cui dopo un certo tempo, viene l’emicrania. Pensano di aver bisogno del caffè per farsi passare l’emicrania, ma la verità è che il colpevole del mal di testa è proprio il caffè!

Provo dei sentimenti piacevoli quando mi ricordo dei miei attaccamenti. È ciò che provo quando cerco disperatamente un appagamento al mio attaccamento. Per esempio la soddisfazione di mangiare un muffin appena sfornato, o la sensazione di amorevolezza grazie ad un abbraccio affettuoso, e il senso di sicurezza quando ricevo un assegno.

Non è proprio il caffè, la persona o i soldi a creare quella sensazione, ma l’associazione intima che ho con quelle esperienze.
Forse un altro cibo, un’altra persona o un'altra cosa potrebbero darmi la stessa sensazione.
Allora, sto in realtà usando quella persona o quella cosa per sentirmi bene emotivamente?
Sì, apprezza tutto ciò che questo mondo ha da offrire. Ci sono molti modi per stimolare i sensi, o i pensieri o le emozioni, ma non confondiamo ciò che stimola l’esperienza con l’esperienza stessa creando attaccamento allo stimolo. L’esperienza creata è interiore, lo stimolo e l’impulso sono esterni.

Quando inizi la giornata, controlla se stai facendo le cose per amore o per attaccamento.
Esercitati a fare a meno per un certo periodo delle cose che fai per attaccamento e vedi se riesci a gestire bene il tuo stato d’animo.
Ti senti felice nonostante la mancanza?
Oppure provi sintomi da privazione?

L’amore rende liberi, mentre l’attaccamento è una forma di trappola. L’amore è eterno e incondizionato, mentre l’attaccamento crea condizionamenti e vincoli. L’amore dà energia, mentre l’attaccamento infiacchisce.
È Ora… di lasciar brillare la luce dell’amore e di spezzare il nostro attaccamento agli attaccamenti, per essere non-attaccati.




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