Recensione Eventi

Senza Ego

pubblicato il 01/12/13

Antonella Ferrari

Tante debolezze come l’attaccamento, l’avidità, la rabbia hanno bisogno di qualcuno per essere espressi.  L’attaccamento ha bisogno di un altro essere a cui attaccarsi, a volte anche se non è in vita! La rabbia ha bisogno di un interlocutore, l’avidità ha bisogno di qualcosa da possedere, ma l’ego non ha bisogno di nessuno.  Che uno si senta chissà chi o una nullità, fa tutto da solo.
L’ego inaridisce il cuore, lo blocca e il cuore diventa piccolo, l’ego lo prosciuga. L’ego è come una armatura che protegge un essere molto fragile.  E più uno è fragile più l’armatura è solida, mentre chi è forte può deporla.

L’ego è il modo sbagliato di rapportarsi a sé, di pensare a sé, di parlare di sé, di dare una immagine di sé, e non posso evitarlo finché non divento forte.
Mentre i vizi citati sopra, possono essere qualità che degenerano, come l’attaccamento può essere un amore eccessivo che diventa possessività, l’ego non funziona così. La porta dell’ego è la competizione, la critica, il giudizio.
Quando uno ha molto ego vorrà sempre essere in vista oppure nascondersi.
L’ego crede che buttando giù gli altri salirà su, cioè crede che la tua sconfitta sia la sua vittoria.
Chi coopera invece ha voglia di brillare insieme, ma questo richiede consapevolezza e umiltà.

L’ego ha 8 espressioni tipiche:
- Giudicare e biasimare
- Essere permalosi
- Essere testardi
- Narcisismo
- Arroganza 
- Tenere il broncio
- Egoismo
- Sensi di colpa

Dove c’è molto ego si è persa la connessione con il vero sé, mentre dalla pienezza sgorga l’umiltà
La vera umiltà viene quando sono colma, piena, è uno stato di grande forza. L’ego ha un suo tempo di smaltimento, è importante cercare di rafforzarsi con la meditazione. Con chi ha grande ego l’attacco e la correzione non funzionano, ma serve grande amore perché è ciò di cui manca di più.

4 esercizi per superare l’ego
Quando c’è orgoglio nascondiamo i nostri difetti, gli altri non devono vedermi fragile.  Ci sarà menzogna, il far finta di niente, alzo una grande schermatura. Immaginate di avere una grande cassapanca dove vengono messi tutti i propri errori .. li nascondiamo e poi mettiamo un lucchetto perché non escano! Il lucchetto è l’ego.
Quindi per lavorare sull’ego devo togliere il lucchetto e far emergere quelli errori rimanendo un buon osservatore distaccato. Un esercizio è scrivere tutto quello che avete combinato, fate una lista di tutto quello che vi ricordate …. è come aprire la cassapanca, e serve per iniziare il processo di onestà con se stessi.
L’onestà è un nemico dell’ego. Vi sentirete leggeri e sui giusti binari per procedere. Chiedete scusa se serve. Se fosse difficile,  prima fatelo sottilmente e poi di persona.  È un lavoro su di sé.
Essere onesti con sé stessi, diventa un modo per curare quella parte del sé che evita l’autoinganno e auto sabotaggio. 

Secondo esercizio. Qual è la virtù delle virtù ? Quella di vedere virtù.
Se io vedo virtù, questa è la più grande delle virtù, vuol dire assorbirle e ricordarle.
Come faccio a vedere virtù? L’ego non vede qualità negli altri, vede solo le sue, insomma fa fatica ad apprezzare.
Quindi per eliminare l’ego debbo apprezzare tutto e tutti, significa allargare il cuore. Quando il cuore si espande c’è un profondo senso di pace. Il mondo ha veramente bisogno di questa comprensione, di accettazione spirituale:  si chiama anche fratellanza.
Provate a pensare a coloro con i quali avete qualche conflitto e dite silenziosamente: “io ti apprezzo perché..”  Ci sarà qualche resistenza ma la costanza ripaga.  Il gioco dell’ego è vedere prima i difetti e così ci accieca.

Terzo esercizio. L’ego è convinto che sia sempre merito suo: “grazie a me … È merito mio…”.
Altro piccolo espediente è fare come faceva Ganesh nelle credenze indiane che passava a Dio ogni lode che riceveva. Con la proboscide la passava al suo maestro e non prendeva niente per sé.
Posso fare come lui? Posso passare a Dio tutto quello che ci viene dato? Perché Dio me lo ritorna moltiplicandolo. Questa è la coscienza che fa la differenza.
L’ego mangia lode, cerca lode, fa le cose per avere lode, dipende dalla lode di un altro. 

La 4 modalità riguarda quell’ego che vuole sempre avere ragione: Ho fatto questo ma ho ragione. Ho sbagliato ma ho ragione.  Vuole sempre vincere le cause. Da questa modalità viene fuori intolleranza, impazienza.

Visualizzazione per smussare questa forma di ego.
Mi rilasso e visualizzo l’ultima volta che ho  affermato - Ho ragione - e ho tenuto alto quel cartello …  mi visualizzo con quel cartello in mano … davanti a quella circostanza e lentamente…. consapevolmente lo metto giù .. come se lasciassi andare … mi sento forte tanto da lasciare andare….. l’anima è saggia …  così quel cartello lo poso per terra e porto la mia coscienza più in alto …in una dimensione più sottile dove non esiste il torto o la ragione  …. esiste solo l’energia dell’amore, del rispetto, della comprensione.
Questo viaggio è un viaggio di ritorno …al cuore …all’amore.
Sento un senso di libertà e leggerezza …. non debbo provare niente a nessuno,  la verità si prova da sola,  la verità non ha bisogno di essere dimostrata …perciò rimango nella quiete, nella pace della mia consapevolezza, della mia vera responsabilità e mi connetto con la Fonte che mi colma di pura energia..
Mentre divento colma …. divento forte… e convoglio questa stessa  energia a chiunque abbia intorno
Sto tornando  alla mia  umiltà… l’umiltà è inchinarsi alla propria grandezza e questa è l’energia che vince l’ego… è l’energia che mi porta al di là  … sto tornando al punto …. all’essenza …. mi sento colma …. rigenerata ….rinnovata e forte. L’umiltà è forza….

 

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Commenti

Icona utente tiziana il 19/12/13
Probabilmente è una delle lotte più difficili perché l'ego è così forte che spesso non ci fa neppure rendere conto che domina la nostra personalità e le nostre azioni....è vero che ci rende ciechi! cercherò di mettere a frutto i consigli di questa lezione perché mi ritrovo in troppi punti negativi. grazie titti

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