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Svegliarsi dai sogni - Parte 2

pubblicato il 06/12/17

Mike George

C’è un vecchio detto ma molto in uso: “So di non vedere il mondo come è, ma lo vedo come sono io”. L’idea è che la percezione e la tua interpretazione delle persone e del mondo che ti circonda viene formata ‘in prima istanza’ da come vedi te stesso, dalle tue credenze riguardo a te stesso.
L’implicazione è che se non vedi e conosci te stesso con precisione, creerai una percezione e quindi una visione distorta degli eventi e delle persone intorno a te.
Se credi di essere un architetto, allora attraverserai in macchina una città con l’attenzione focalizzata principalmente sulle costruzioni e la qualità dell’architettura della città. Valuterai e ti rappresenterai nella tua coscienza la città in conformità alle percezioni e ai criteri da te ‘creati’ riguardo alla progettazione dei palazzi. Per tutti gli altri si tratta solo di edifici.

Se credi di essere un commerciante perché hai un negozio, ogni volta che entrerai in altri negozi probabilmente farai caso a molti particolari come la sua disposizione, la facilità di movimento dei clienti, l’esposizione dei prodotti ecc. Per chiunque altro si tratta solo di un altro negozio.

Se credi di essere un sostenitore di una certa squadra allora i sostenitori delle altre squadre verranno visti come molto ’diversi’, forse non molto bene accetti e/o nemici. Quelli che non si identificano con una squadra specifica vedranno tutti i sostenitori di tutte le altre squadre alla stessa maniera.

Ci rendiamo poco conto di usare le credenze riguardo a noi stessi per creare una forma di versione distorta e limitata di tutto e di tutti gli altri nella nostra coscienza. Come prima cosa ci auto-limitiamo in conformità a ciò che crediamo di essere. E questo poi dà forma al modo in cui creiamo e proiettiamo limiti sugli altri.

Un architetto non è un architetto, è quello che fa, non quello che è. Il negoziante non è un negoziante, è ciò che fa, non ciò che è. Il fan di una squadra non è la sua squadra, ma si identifica così fortemente con la squadra che crede quasi di esserlo!
Filtrare ed interpretare il mondo secondo come noi vediamo noi stessi è qualcosa che impariamo e sviluppiamo. Non è sbagliato, ma solo impreciso. Non è male, è solo che le nostre credenze offuscano la nostra chiarezza ed è come se ci creassimo una nostra versione onirica del mondo di conseguenza, senza essere consapevoli che lo stiamo facendo. Spesso è abbastanza sottile.

Le nostre credenze e percezioni filtrano la realtà rendendola onirica. Se questa idea o affermazione ti sembra eccessiva, considera gli esempi seguenti di credenze comuni che ci danno la certezza che stiamo dormendo e siamo inconsapevoli della vera realtà.

Tutti conosciamo l’altro vecchio detto: “La verità ti renderà libero”. Questo è un altro modo per dire che prendere coscienza di ciò che è vero ti risveglierà.

Vedi se i seguenti esempi ti risuonano interiormente.
1 Ti senti immeritevole?
Non è insolito credere che “Non merito…il lavoro…quella relazione…la felicità”. Spesso è qualcosa che impariamo quando siamo molto piccoli perché i nostri genitori riversavano su di noi il senso del proprio disvalore. Ciò diventa facilmente una credenza inconscia che può governare tutta la nostra vita.
Vuol dire che considereremo noi stessi come ‘inferiori’ e meno importanti degli altri. Eleveremo gli altri nella nostra mente, di solito troppo in alto, probabilmente molto oltre ciò che persino loro credono. Possiamo proiettare questa grandezza su qualcun altro al punto da mantenerci a distanza perché crediamo di non meritare la sua compagnia per più di qualche momento.
Quindi la CREDENZA della nostra pochezza influenzerà le nostre relazioni e perciò la nostra vita, probabilmente senza che ce ne rendiamo conto. Non conosciamo la verità che tutti gli esseri umani hanno pari valore. Perché? Perché ogni essere umano è una sorgente della più preziosa energia della vita umana, e che è l’amore.
Tutti possono donare amore ed è quello che tutti apprezzano di più. Ed ecco perché ognuno di noi vale tanto quanto colui che gli è accanto indipendentemente dallo status, reputazione, aspetto, abilità o ricchezza.

2. Sei accondiscendente?
Cerchi In maniera più o meno palese l’approvazione degli altri perché CREDI di doverli compiacere o forse solo uno in particolare? E quando non ci riesci, quando non riesci a renderti ‘visibilmente’ gradito all’altro, che cosa crei e provi? Forse tristezza, forse rabbia, probabilmente senso di colpa?
Ma forse la verità è che non è possibile compiacere nessuno perché ognuno compiace se stesso. Una prova? Oggi ti do un dolce al cioccolato e certamente sembri compiaciuto. Domani ti do lo stesso dolce al cioccolato, ma questa volta brontoli: “Ancora un dolce al cioccolato?”
Se passi la vita a ‘credere’ di dover compiacere gli altri e quindi di dover ottenere la loro approvazione, allora con molta probabilità creerai molte scene nel tuo sogno nelle quali ti rendi infelice! Alcuni arrivano persino a dire che se non c’è infelicità vuol dire che ti stai creando e vivendo un mondo irreale!
La verità è semplice: ognuno di noi sceglie di essere gradito o sgradito.
Non farlo!

3. Sei un maniaco del controllo?
Quando le persone non fanno o non sono come vuoi che esse facciano o siano, ti arrabbi? È perché CREDI che il mondo debba ballare secondo la tua musica e che gli altri siano responsabili della tua felicità.
Da queste due credenze hanno origine i sentimenti più stressanti. La verità è che non si può controllare nessuno e che nessuno è responsabile della tua felicità. Ovvio, no? Molti dicono di saperlo bene. Eppure continuano ad arrabbiarsi e a risentirsi e a rattristarsi contro gli altri. Perché? Queste due credenze sono molto profondamente incorporate nella loro coscienza e il loro sogno sembra molto reale!

4. Sei una vittima?
Forse la condizione di sogno più comune è quando CREDI di essere oggetto di qualcosa di ‘brutto’. Molte conversazioni sono piene di “Vuoi sapere che cosa mi è successo?”… seguite da “ Sapessi come mi sono sentita!”
L’arrivo della bolletta dell’elettricità, le previsioni metereologiche del giorno, la decisione di nostro figlio di starsene a letto, l’articolo mancante al supermercato, la lista delle cose che succedono e che prendiamo personalmente e che ci irritano probabilmente non ha limiti. Ovviamente ci sono cose diverse per persone diverse.
Ecco un altro detto che può contenere una verità che ti libererà dall’abitudine di fare di te una vittima: “ niente accade a me, tutto accade per me”. Cambia una parolina di due lettere e improvvisamente diventi un dominante. Ti chiedo di non credere a me, ma di provare per vedere. E’ un modo diverso di percepire gli eventi. Alcuni dicono che ciò produce effetti più veri e reali.

5. Sei uno che si preoccupa?
Molte mamme sono campionesse mondiali di preoccupazioni. Molti sembrano apprezzare la ‘parte di preoccupazioni’ quotidiana. Anche se in maniera sommessa, tra una faccenda e l’altra, davanti ad una tazza di caffè naturalmente! È un’abitudine dovuta al CREDERE che qualcosa di brutto stia per accadere. Talvolta usiamo malamente la nostra immaginazione e visualizziamo catastrofi. Altre volte si tratta di essere infastiditi da piccoli pensieri che qualcosa di brutto ci accadrà.
I pensieri di preoccupazione ci rendono sicuri di filtrare il mondo intorno a noi alla ricerca di minacce che possano realizzare le nostre profezie catastrofizzanti. Percepiamo persone ed eventi come minacce e poi ci ripetiamo le nostre storie preoccupanti che si associa ad una forte voce interiore che ci ripete continuamente: “Te l’avevo detto”.
E poi quando qualcuno dice: “Non c’è niente di cui preoccuparsi”, rispondiamo: “Sì che c’è”, oppure pensiamo tra di noi: “Non lo sanno”.
Quanto tempo della nostra vita trascorriamo a vedere film? Forse settimane, forse mesi, per alcuni forse anni. Quanto tempo della nostra vita spendiamo a coltivare la CREDENZA che qualcosa potrebbe, sta o andrà malissimo?
È solo quando ci accorgiamo che le nostre catastrofi immaginarie sono una completa perdita di tempo e di energia, che ci svegliamo dai nostri ‘sogni preoccupati’ pieni di ansie e presentimenti sbagliati. È solo quando impariamo a mantenere la nostra attenzione al momento presente, al qui ed ora, all’essere pienamente presenti, che la nostra abitudine a preoccuparci comincia ad atrofizzarsi perché ci svegliamo dal lungo sonno nella terra delle preoccupazioni.

6. Ti sei innamorato?
Forse il sogno più potente è quello dell’amore romantico. Quando siamo giovani, introiettiamo moltissime favole riguardo alla vita che diventerà qualcosa di magico quando troveremo il perfetto ‘altro’ e ci innamoreremo. Molti vivranno la vita intera alla ricerca dell’amore di qualcun altro, credendo che l’amore debba essere trovato e che arrivi da qualche parte e da qualcuno ‘là fuori’. È una condizione di sogno potente!
Sono pochi quelli che realizzano che l’amore non è una caduta (in inglese innamorarsi si dice ‘to fall in love’, letteralmente ‘cadere nell’amore, in amore’), ma eleva, libera e arricchisce. E principalmente non viene da un altro, ma è ciò che siamo nel nostro stato di coscienza più elevato.
Ma si tratta di un sogno dal quale è difficile risvegliarci perché le nostre illusioni riguardo all’amore sono così profondamente radicate e, per alcuni, la sua mancanza è così grande, da non riuscire ad immaginare una vita felice senza un altro ‘speciale’.
Eppure se vogliamo vedere la verità o anche averne solo un accenno, dobbiamo riconoscere che l’amore non è un qualcosa che si possa comprare ed usare. E’ la natura stessa di ogni essere umano- Quando si capisce che noi siamo amore, in essenza, quando siamo pienamente svegli e consapevoli di questa verità, allora la vita improvvisamente si presenta come una nuova realtà, assume un nuovo significato aprendo le porte a uno scopo potente.

Ma non credere a me. Risvegliarsi da queste credenze, che alcuni chiamano illusioni, è possibile quando ‘si vede da sé’. O piuttosto si dovrebbe dire quando si vede con i propri occhi e ci si sveglia dai sogni che non si sapeva neppure di star sognando!

Domanda: Quali sono le credenze che ora conosci e che non ti consentono di essere pienamente sveglio e consapevole?

Riflessione: Perché tutti sognano il mondo diversamente?

Azione: Scrivi tutte le credenze/percezioni che ritieni non permettano più frequentemente alle altre persone di vedere una situazione o una relazione con chiarezza e sincerità e perciò non si trovano in pieno stato di veglia.


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