pubblicato il 04/11/17

Aruna Ladva


“La semplicità è il massimo della raffinatezza” - Leonardo da Vinci.
Alcuni, forse, pensano che vivere semplicemente significhi vivere una vita di rinunce, ma se comprendessimo veramente le motivazioni che ci sono dietro alla semplicità, ci accorgeremmo che in realtà è bellezza sotto mentite spoglie.
Moltissime religioni e confessioni spirituali sostengono che il sacrificio di sé sia un mezzo per raggiungere l’illuminazione, tuttavia non dovremmo confondere semplicità con povertà.

La povertà può non essere una scelta, ma la semplicità è certamente una scelta consapevole fatta in piena consapevolezza. Una mente semplice, così come una casa semplice, vuol dire che è sgombra, priva di sovrastrutture, leggera e piena di essenzialità. Quando non ci sono ingombri inutili, abbiamo spazio per essere creativi, produttivi e pieni di ispirazione.

Uno dei punti di maggior forza del Mahatma Gandhi era la semplicità, della quale fu un esempio fino al giorno della sua morte. Il suo dhoti (abito di cotone grezzo) era un segno di un messaggio più profondo. Di fronte ad una industrializzazione crescente che prometteva ricchezza, ma di fatto incentivava avidità, il suo messaggio era: “Vivi semplicemente affinché gli altri possano semplicemente vivere”. Non c’è mai stato un tempo come quello odierno in cui sia necessario prestare attenzione a questo messaggio.

C’è bellezza nella semplicità. Vivere in maniera semplice libera molto tempo, denaro ed energia consentendo di focalizzare la nostra energia verso le conquiste più elevate della vita.

La gioia di comprare un paio di occhiali Gucci può forse durare qualche momento, ma la felicità che deriva da una semplice esperienza estatica ci accompagnerà sempre, per tutta la vita. E se riserviamo del tempo all’esplorazione di stati di coscienza più elevati, sperimenteremo certamente livelli d’essere più elevati, traendo da essi forza ed energia. Queste esperienze sono uniche e toccano l’anima in profondità.

Essere semplici nella vita vuol dire essere liberi da assuefazioni e dipendenze. Se c’è qualcuno o qualcosa, come certe persone, certi cibi, abiti o luoghi che attirano la mia attenzione, allora mi vincolo a questo o a quello ed essi mi fanno muovere a loro piacimento. In termini spirituali, si direbbe che ho degli attaccamenti a queste cose, e qualsiasi cosa a cui sia attaccato, mi farà soffrire quando non soddisferà più le mie aspettative, oppure mi viene portata via. Quando comincio a liberare la mia vita da cose non essenziali, io divento di conseguenza più leggero e felice.
Quando siamo semplici, prendiamo dal pianeta solo quello di cui abbiamo bisogno e non di più. Rispettiamo la natura e l’ambiente. Questo, a sua volta, crea buon karma con i cinque elementi, il che ritorna nella mia vita in forma di benedizioni e buona energia.

Confucio disse: “La vita è molto semplice, ma facciamo di tutto per renderla complicata” e questo è vero per il mondo umano. Quando ci troviamo nello stato mentale di coscienza di corpo dominata dall’ego, complichiamo le cose facilmente. In “coscienza d’anima” il nostro stato d’essere originale di purezza e semplicità, possiamo cominciare a gustare la vita come bambini al parco giochi. Siamo puri e innocenti, ma allo stesso tempo molto saggi, perché siamo in contatto con la nostra mente superiore. In coscienza di corpo, l’ego genera arroganza; gli piace espandersi e complicare le cose, e focalizzarsi sul negativo, aggiungendo altri problemi da risolvere. Quando impariamo a semplificare le cose nella nostra mente, tutto fila liscio e facile; nel nostro mondo le cose sembrano funzionare.

Abbiamo necessità di cominciare a coltivare una mente semplice; di avere pochi pensieri, ma potenti. Evita ogni scetticismo, mancanza di fiducia o giudizio. Concedi agli altri il beneficio del dubbio. Sii positivo. Quando sono positiva, genero pochi pensieri ma potenti, come: ‘Si, posso farcela!’ Oppure ‘Andrà tutto bene’. Quando sono negativa, la porta si apre su infinite opzioni.

Mantieni relazioni semplici. Ciò vuol dire lasciar andare quelle che ci complicano la vita e procurano sofferenza e dolore, o almeno ritira la tua attenzione negativa su di loro. Conversa in modo semplice, con poche parole, ma piene di rispetto.
Vivi semplicemente, desidera meno e fa meno cose tutti i giorni. Passa in rassegna la tua lista delle cose da fare e decidi di fare solamente ciò che è necessario e veramente produttivo. Vestiti con meno cose. Non spendere troppo tempo o denaro per ‘sentirti a posto’.

Dedica ogni giorno tempo e spazio a ciò che ti piace fare e non solamente a ciò che devi fare. Lascia abbastanza tempo tra gli impegni e gli appuntamenti. Ciò ti aiuterà a rimanere calmo e rilassato.

Si racconta di un americano che andò a far visita ad un famoso Saggio in India. Rimase colpito dalla casa vuota del saggio. L’americano esclamò: “Ma dove sono le tue cose?” Il Saggio rispose: “Dove sono le tue?” L’americano rispose: “Ma io qui sono di passaggio… sono un ospite!” e il saggio commentò: “Anch’io sono un ospite in questo mondo”.

Quando ci liberiamo dai fardelli dei nostri attaccamenti, dei nostri desideri, delle attività che fanno perdere tempo e dai pensieri negativi, possiamo viaggiare leggeri, felici e gioiosi in questo mondo.
È Ora… ed è semplice!

Per iscriversi alla Rajayoga Newsletter mensile e ricevere informazione su corsi di meditazione, eventi, ricette vegetariane e tanto altro, clicca qui:
http://www.rajayoganewsletter.com/newsletter.htm


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)
*La tua email non sarà pubblicata
Autorizzo il trattamento dei miei dati secondo l'informativa privacy.
Codice di controllo

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Accetto le condizioni della privacy