pubblicato il 01/01/25

BK Bala Kishor

Presso la Brahma Kumaris si parla spesso di "Sanskar" e della loro trasformazione. Ma cosa succede esattamente dentro di noi quando un'abitudine mette radici?

Cos'è un Sanskar?
Possiamo definirlo in molti modi: un'abitudine profonda, un tratto del carattere, un atteggiamento. In breve, è un comportamento appreso e ripetuto per lungo tempo. Esistono Sanskar che vorremmo cambiare (come la tendenza ad arrabbiarsi o a restare feriti) e Sanskar meravigliosi che desideriamo custodire (come mantenere la calma nel caos, la gratitudine o saper guidare con naturalezza).

L'Arte di Apprendere
Imparare non significa solo ricevere un'informazione, ma custodirla. Se oggi impari a fare una torta e domani lo dimentichi, non c'è stato vero apprendimento. Quest'ultimo avviene solo quando:
1. Acquisisci l'informazione.
2. Immagazzini l'informazione nella memoria attraverso la ripetizione.

La "Ferramenta" del Cervello: I Neuroni
Il nostro cervello ospita circa cento miliardi di neuroni, i piccoli "operai" della memoria. Ogni neurone è composto da tre parti: il corpo cellulare, l'assone (una lunga coda) e i dendriti.
Ogni neurone può connettersi a circa 10.000 altri neuroni. Tra un neurone e l'altro esiste un piccolo spazio chiamato sinapsi. Quando scambiamo informazioni, i segnali chimici attraversano questo spazio: in quel momento si stabilisce una connessione. Imparare qualcosa significa creare una nuova rete neurale nel cervello.

Il Segreto: L'Interesse e l'Amore
Perché una connessione diventi stabile, serve l'interesse. Puoi leggere un libro per ore, ma se non ti interessa, il segnale non attraverserà mai la sinapsi e il cervello non registrerà nulla. Spesso ci chiediamo come migliorare la concentrazione. La risposta è l'amore. Quando guardi il tuo film preferito, sei totalmente immerso; la concentrazione è naturale perché ami ciò che vedi. L'interesse è il risultato dell'amore: se ami ciò che fai, il cervello assorbirà le informazioni senza sforzo.

Come si forma un Sanskar: La Metafora del Sentiero
Immagina il tuo cervello come un prato verde e intatto.
1. L'inizio: Quando impari qualcosa di nuovo, il prato è ancora liscio.
2. La ripetizione: Man mano che ripeti l'azione, l'erba inizia a schiacciarsi: si forma un piccolo sentiero rudimentale.
3. L'abitudine: Continuando a percorrerlo, il sentiero diventa una strada sterrata, poi una strada asfaltata e infine un'autostrada.
La trappola della "strada in discesa": La parte affascinante (e pericolosa) è che queste "autostrade neurali" non sono solo solide, sono anche inclinate. Una volta che la tua "auto" (il tuo pensiero) imbocca quella strada, scivola via velocemente e non puoi più fermarla. Hai mai visto un dolce e, pur sapendo di non doverlo mangiare, lo hai fatto comunque? O hai provato a fermare la rabbia quando è già esplosa? È difficilissimo, perché l'auto è già in discesa. Il danno avviene prima che tu possa rendertene conto, a causa della forza di quel circuito neurale così inclinato.

L'Innesco del Meccanismo

La buona notizia è che l'auto non parte da sola. C'è sempre un trigger (un innesco). Non ci si arrabbia "così, dal nulla". Per trasformare un Sanskar, dobbiamo capire cosa spinge la nostra auto sulla strada. Gli inneschi arrivano solo attraverso sei canali:
• I cinque sensi (qualcosa che hai visto, sentito, annusato, toccato o assaggiato).
• La mente (un pensiero che riaffiora).

Usare significa Mantenere
I circuiti neurali non hanno bisogno di manutenzione esterna: usarli è la loro manutenzione. Se continui a usare un vecchio Sanskar, lo tieni in vita e lo rendi sempre più inclinato. Se smetti di usarlo, il sentiero inizierà lentamente a essere ricoperto dall'erba, perdendo il suo potere su di te.

Punti Chiave per Te:

• L'interesse è la chiave: Se vuoi cambiare, devi "innamorarti" della nuova abitudine.
• Attenzione all'innesco: La tua forza sta nel fermarti prima che l'auto imbocchi la discesa.
• Neuroplasticità: Il cervello è flessibile. Ogni nuovo pensiero positivo è un nuovo sentiero che inizi a tracciare.

La Scienza della Trasformazione dei Sanskar
Ora esploriamo insieme come trasformare i sanskar per ritrovare la nostra libertà interiore.

Come superare un Sanskar?

1. Non scoraggiarti: sei più forte di quanto credi
Dopo vari tentativi, è facile dirsi: "Sono fatto così, non cambierò mai". Non lasciarti spaventare. Alcuni Sanskar si sciolgono in settimane, altri richiedono anni, ma ognuno può essere superato. Quando ti scoraggi, perdi il tuo potere interiore e il Sanskar prende il sopravvento. Per cambiare serve energia, fiducia in sé stessi e, soprattutto, amor proprio. Spesso dimentichiamo di amarci quanto meriteremmo.

2. Riconosci che non ti appartengono
Il Sanskar si manifesta attraverso di te, ma non proviene da te. Tu e le tue abitudini siete due cose diverse. In origine, la tua anima non conosceva la rabbia; l'hai imparata come meccanismo di difesa o per affermare il tuo ego. Le virtù come pace, purezza e gioia sono i tuoi Sanskar originali. Rabbia, odio e gelosia sono invece "prestiti" acquisiti. Finché non smetti di identificarvi con essi, rimarranno parte di te. Se nutri un gattino ogni giorno, lui tornerà sempre. Smetti di alimentare l'idea che "sei fatto così": solo così creerai lo spazio per il nuovo.

3. Visualizzati come un essere di luce
Impara a vederti come un essere di luce, un’anima, distinto da questo corpo fisico. È qui che passiamo dalla "coscienza del corpo" alla "coscienza dell'anima". Quando accetto di essere un'anima, un insieme di virtù pure, esprimerle diventa naturale. Chiediti: "Chi sono io veramente? Quali sono le mie qualità originali?". Una volta accettata la tua vera natura, la trasformazione diventa immensamente più facile.

4. Lascia andare le "piccole ricompense" (Appagamenti inferiori)
Spesso cediamo a un vecchio Sanskar perché ci offre un piacere immediato ma illusorio, che poi lascia il posto al pentimento.
• Se ami il tepore delle coperte, non vincerai il Sanskar della pigrizia mattutina.
• Se urli, il tuo ego prova un senso di superiorità momentaneo, ma è un appagamento "inferiore" che causerà dolore in seguito. Identifica quale piacere temporaneo si nasconde dietro ogni tua cattiva abitudine e impara a lasciarlo andare per qualcosa di più grande.

5. Ferma l’innesco, affama il Sanskar
Un'auto può essere fermata facilmente solo prima che imbocchi la discesa. Ogni Sanskar ha un trigger (un innesco). Usa carta e penna: scrivi a sinistra il Sanskar che vuoi superare e a destra tutti gli stimoli che lo scatenano. Sii onesto. Una volta individuato l'innesco, il tuo compito non è più combattere il Sanskar potente, ma semplicemente evitare l'innesco. Se smetti di usare un Sanskar, lui perde forza e si atrofizza. Ferma l'innesco, affama il Sanskar.

6. La regola dei 20 secondi
È una strategia semplicissima: riduci di 20 secondi il tempo necessario per fare la cosa giusta e aumentalo per quella sbagliata. Esempio: Vuoi correre al mattino ma la pigrizia ti vince? Dormi con la tuta e le calze già addosso. Elimina ogni scusa. Quei 20 secondi risparmiati rompono lo schema del tornare a dormire. Può sembrare faticoso all'inizio, ma è l'unica via d'uscita per creare nuovi sentieri nel cervello.

7. Rinnova le tue promesse
La vita è un viaggio fatto di alti e bassi, ed è normale che sia così. Se cadi, rialzati e rinnova la tua promessa. Richiamare alla mente i tuoi obiettivi regolarmente aiuta il cervello a registrarli con più forza, accelerando la trasformazione.

In sintesi: i passi verso il nuovo Sé
• Non aver paura dei tuoi Sanskar.
• Riconosci che non sono "te".
• Identifica ed evita gli inneschi (Triggers).
• Affama le vecchie abitudini e nutri le nuove.
• Rinnova ogni giorno il tuo impegno.

Proprio come hai nutrito il cervello con pensieri negativi creando vecchi percorsi, ora puoi nutrirlo con pensieri positivi per creare sentieri di luce. Il meccanismo neurologico è lo stesso: dipende solo da ciò che scegli di alimentare.


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