
Esce “I Poteri dell’Anima – Volume II” di Antonella Ferrari: un viaggio nella libertà emotiva
Dopo il successo del primo volume I Poteri dell’Anima, la scrittrice Antonella Ferrari torna in libreria con un nuovo libro dedicato a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: la libertà emotiva.
Nel secondo volume della serie, l’autrice affronta con chiarezza e sensibilità quei condizionamenti interiori che limitano la vitalità dell’anima: la ricerca di approvazione, la rabbia repressa, la paura di esporsi, le relazioni che generano stanchezza e confusione.
Con uno stile semplice e profondamente ispirante, l’autrice guida il lettore attraverso strumenti pratici, meditazioni, riflessioni guidate e vere e proprie “pause di silenzio”, nate dalla sua esperienza trentennale nella formazione interiore.
“La libertà emotiva non è un traguardo. È un ritorno a se stessi, alla propria forza interiore, a un cuore che non vuole più accontentarsi del minimo necessario per sopravvivere.”
— Antonella Ferrari
Il libro si rivolge a chi desidera alleggerire il cuore, superare schemi emotivi ripetitivi, tornare a sentire la propria forza e riconoscere la voce dell’anima.
Disponibilità
I Poteri dell’Anima – Volume II è disponibile su Amazon in formato cartaceo e digitale: https://amzn.eu/d/8SEIsI5
Antonella Ferrari
Formatrice in comunicazione comportamentale, insegnante di meditazione e crescita personale, oltre alle settimanali conferenze tematiche online e in presenza, partecipa come relatrice a conferenze nazionali e internazionali.
Autrice di cinque libri dedicati a tematiche motivazionali come la riscoperta del proprio potenziale, ha iniziato il suo percorso 37 anni fa in Giappone, dove ha perfezionato gli studi di lingue e culture orientali.
Oggi risiede a Bologna, dove coordina le attività della Brahma Kumaris OdV (Organismo di Volontariato).
Un estratto del libro: Accettare il rischio del rifiuto
Il rifiuto non è un marchio indelebile, ma un filtro naturale della vita. Di fatto, non tutti ti
approveranno, non tutti ti capiranno, non tutti saranno pronti o capaci di vederti per ciò che
sei. E sai una cosa? Va bene così.
Quando smetti di considerare il rifiuto come una condanna, inizi a vederlo per ciò che è:
un segnale di direzione. Ogni volta che qualcuno ti respinge, ti sta semplicemente
dicendo: “Non sono la persona giusta per questo tratto del tuo cammino.” Non significa
che il cammino non esista, significa che quella persona non è il compagno adatto per
percorrerlo insieme a te.
Ovviamente il rifiuto fa male, colpisce un punto vulnerabile: il bisogno umano di
appartenenza. È gradevole sentirsi accolti, inclusi, apprezzati. Il problema nasce quando,
pur di evitare il rifiuto, si smette di essere autentici: è lì che la paura diventa catena. Chi ti
respinge per ciò che sei, ti fa un favore: ti evita di investire tempo ed energia in un progetto
che ti avrebbe chiesto di tradire te stesso. Il cuore che resta fedele a sé stesso, anche tra
gli sguardi che non comprendono, è un cuore che cammina nella dignità del proprio
essere.
Ricorda: la tua luce può infastidire chi vive nell’ombra, ma non per questo devi
spegnerla. Un rifiuto dice solo che qualcuno non ha gli occhi o il cuore pronti per
sostenerla.
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