Quando la rabbia mi assale, tendo a cercare colpevoli all'esterno, alimentandola con continue narrazioni.
In realtà, la responsabilità di ciò che dimora nel mio cuore è solo mia: non posso controllare gli altri — liberi di vivere come desiderano — ma posso gestire me stesso.
Per questo mi alleno a essere un osservatore neutrale e amorevole dello spettacolo della vita.
Smettendo di fare il critico che pretende di riscrivere la realtà, riesco a elaborare la rabbia anziché rimanerne intrappolato.
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