Recensione Articoli

L’Unico Vero Nemico - L'Ego

pubblicato il 05/11/15


Mike George

C’è un solo nemico nella vita, ed è il nostro vecchio amico ego! Può essere stimolante vedere e capire come l’ego si forma, come lo sosteniamo e l’effetto preciso che ha su tutto ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo.

Molte scuole di psicologia insegnano ancora che l’ego è un elemento trainante nella nostra vita. Dal punto di vista spirituale è sempre la causa di tutte le separazioni, i conflitti (interni ed esterni) e perciò di tutte le sofferenze.

Come si formi l’ego nella nostra coscienza richiede una consapevolezza del sé in quanto essere cosciente che pensa usando lo strumento della mente.

L’errore che permette all’ego di formarsi è quello di credere che noi siamo la mente. La mente è uno strumento per l’anima, il sé, per creare pensieri sotto forma di idee, concetti, ricordi ecc. E’ come una tela su cui creiamo molte forme di pensiero.
Ciò porta al secondo errore che avviene quando perdiamo il senso del sé in ciò che creiamo sulla tela della nostra mente. Per esempio, potremmo portare l’immagine della mia auto all’interno della mia coscienza e mettere quell’immagine sullo schermo della mia mente. Questo è naturale dal momento che ogni tanto abbiamo bisogno di ricordarci della nostra auto. Ma l’errore che facciamo è quando perdiamo il nostro ‘senso del sé’ nell’immagine dell’auto.
E allora, quando qualcuno la danneggia è come se danneggiasse noi. Questo lo sappiamo perché creiamo sofferenza sotto forma di rabbia in risposta all’azione.

Tu mi graffi l’auto e io provo dolore, è come se tu graffiassi me. In quel momento penso di essere un’auto. Ho perso il senso di me nell’immagine dell’auto nella mia mente. Ecco perché l’ego si può definire come 'un attaccamento all’immagine errata di me stesso o di ciò che credo di ‘essere’:

L’ego è attaccamento, e qualsiasi cosa a cui ci attacchiamo diventerà la base della nostra identità per qualsiasi cosa da pochi secondi a una vita intera. Tutti impariamo a creare questo genere di identificazioni sbagliate centinaia di volte ogni giorno dal momento che ci attacchiamo alle immagini mentali di cose esterne come i nostri averi, lo stipendio, la posizione e altre persone. Ci attacchiamo anche a cose interne, sia coscientemente che in maniera subconscia, come i ricordi e le credenze. E non solo ci attacchiamo alle nostre credenze, ma alcuni ne diventano così identificati da combattere e, in certi casi, persino ad uccidere altri perché percepiscono le loro credenze come una minaccia personale.

L’abitudine all’errore di identità è l’origine di tutta la sofferenza che, a livello emotivo verrà ‘percepito’ come una delle tre categorie dell’emozione, cioè tristezza, rabbia e paura. Queste emozioni, poi, danno forma ai nostri pensieri e comportamenti. Può accadere nello spazio di un mezzo secondo, ma prosciuga la nostra energia e nel tempo influenza anche la nostra salute fisica. Ecco perché la consapevolezza di sé diventa un esercizio vitale e costante. Ogni giorno ci attaccheremo a qualcosa o a qualcuno creandoci sofferenza emotiva. Ma, nel momento in cui diventiamo consapevoli di ciò che stiamo facendo ci apriamo a nuove scelte.

Ecco perché il distacco diventa importante. Distacco non vuol dire perdere qualcosa o che non ce ne importa. Non significa smettere di interagire con gli altri e con il mondo. Distacco significa solo che smetti di perdere il tuo senso di te, la tua identità, nell’immagine di qualcosa che non sei tu. Paradossalmente, la pratica del distacco ti permette di rapportarti agli altri e al mondo con maggior chiarezza e comprensione.

Domanda:
Che tipo di attaccamento tende a causare conflitti tra colleghi di lavoro, tra i membri della famiglia, tra le nazioni, tra le corporazioni e tra religioni?

Riflessione: Tutti i tuoi attaccamenti hanno origine nella mente.

Azioni: Tra tutte le cose a cui ti sei attaccato, osserva interiormente e vedi: qual è la più facile da lasciar andare, quale la più difficile e quale la più sottile da cogliere?

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