Misurarmi con la perfezione e sentirmi mancante crea un senso costante di inadeguatezza. 'Dovrei essere migliore' sembra un’aspirazione basata sull'umiltà, ma è una sottile violenza contro se stessi, fondata sulla falsa credenza che il miglioramento derivi dall'insoddisfazione. Vivo nel timore che, se sarò soddisfatto di chi sono, smetterò di crescere. Continuo a misurarmi, fallendo rispetto al mio ideale. Quel divario tra 'ciò che sono' e 'ciò che dovrei essere' diventa una frusta. In realtà, io non sono qualcosa che deve essere costruito, migliorato o riparato. Quando ricordo la mia bellezza e bontà intrinseche, mi elevo naturalmente verso il mio ideale. Il rispetto di sé è sapere chi sono dentro. Non ho più bisogno di confrontarmi o misurarmi. Oggi, sarò gentile con me stesso e ricorderò chi sono.
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